Outdoor education e centri estivi: le attività all’aria aperta

outdoor education

Nel precedente articolo abbiamo visto le linee guida da conoscere e seguire scrupolosamente per l’apertura dei centri estivi.

Uno degli aspetti principali è quello di privilegiare attività all’aria aperta o di “outdoor education”.

“Troverai più cose nei boschi che nei libri.
Gli alberi e i sassi ti insegneranno cose che nessun uomo ti potrà dire.” 
Bernard di Clairvaux

Cosa è l’outdoor education

Racchiude una vasta area di pratiche educative il cui comune denominatore è la valorizzazione dell’ambiente esterno nelle sue diverse configurazioni, assunto come ambiente educativo.

Può essere definita come un insieme di pratiche educative-didattiche che si basano sull’utilizzo dell’ambiente naturale come spazio privilegiato per le esperienze e per l’educazione.

Si propone, dunque, come una delle vie percorribili per dare qualità al processo educativo, attraverso la ricchezza degli stimoli che gli ambienti esterni possono garantire.

Il suo principio fondamentale, infatti, riguarda la possibilità esplorativa e osservativa che il bambino può sviluppare entrando a diretto contatto con l’ambiente esterno, luoghi reali dove vive la sua quotidianità.

Questa filosofia educativa segue l’idea pedagogica dell’”imparare facendo”, potenziata da un altro elemento: l’attenzione al luogo in cui si opera, quello esterno.

Questa pedagogia deve mirare al metodo e abbandonare le nozioni fini a se stesse.

Dunque, ciò che realmente conta è la ricerca e lo sviluppo delle capacità critiche.

L’indagine tramite l’esperienza diretta è la sintesi di questo nuovo metodo.

Il principio fondamentale è, quindi, che si apprende facendo e che il bambino è il protagonista attivo del processo educativo, e non un ricevente passivo dell’azione dell’adulto.

L’esterno come luogo di apprendimento

Nella prospettiva dell’outdoor education l’ambiente esterno è visto come luogo privilegiato per lo sviluppo psicofisico dell’individuo nell’età evolutiva.

Le attività esperienziali basate sulla creatività e multisensorialità sono, infatti, momenti preziosi per la maturazione delle capacità di autoregolazione.

Il contatto con la natura è, quindi, fonte primaria di:

  • Esperienze sensoriali e percettive;
  • Curiosità;
  • Creatività;
  • Interazione, con i pari e gli adulti, attraverso lo svolgimento di giochi e attività di gruppo.

La natura aiuta a promuovere la percezione della realtà attraverso tutti i sensi, ampliando la gamma dell’esperienza al di là delle modalità visive e uditive oggi predominanti.

Punti di forza

I boschi, i giardini, i campi, dal punto di vista pedagogico, rappresentano vere e proprie risorse per un’educazione efficace, stimolando la creatività, il rispetto per l’ambiente e un’interazione attiva ricca di stimoli.

Nell’outdoor education vengono potenziate maggiormente:

  • Le abilità senso-motorie;
  • La cooperazione;
  • La collaborazione tra pari e le relazioni intra-generazionali;
  • Le opportunità di esplorare e sperimentare in un ambiente non statico e chiuso come ad esempio, l’aula scolastica;
  • La creatività e la curiosità;
  • Il problem-solving.

Predisporre gli spazi all’aperto

Nel lavoro educativo la predisposizione degli spazi è un’attività molto importante; questo vale anche per l’outdoor e, soprattutto, in riferimento alle linee guida covid-19.

Innanzitutto, occorre differenziare gli spazi in modo funzionale, ovvero articolare l’ambiente esterno in una pluralità di spazi diversi che possiedono una specifica valenza educativa.

In questo modo, inoltre, si favorisce la stabilità dei piccoli gruppi di gioco e la qualità delle relazione.

Fondamentale è la delimitazione  degli spazi, ovvero la creazione di barriere percettive per formulare uno spazio ordinato e non dispersivo.

Per esempio: siepi, aiuole, sassi, tronchi adagiati orizzontalmente, recinti, muretti.

Occorre poi offrire ai bambini una ricca possibilità di azione, creando aree che plasmino possibilità di apprendimento.

Ecco alcune idee:

  • Zone di quiete: garantiscono angoli di tranquillità, di ascolto e di osservazione indisturbata della natura, in genere è uno spazio contenuto, delimitato da recinti naturali, con dei tronchetti per sedersi;
  • Zone di movimento attivo: sostengono l’esercizio di attività attraverso percorsi sensoriali o di costruttività. I bambini possono camminare, salire, scendere, arrampicarsi, sedersi, stare in equilibrio grazie a materiali naturali ben predisposti, come tronchi e balle di fieno;
  • Zone di cura: dedicate al relazionarsi con gli altri e a prendersi cura della natura. Possono contenere piante, orto e anche animali domestici, di cui prendersi cura.

L’Outdoor Education è sicuramente una delle vie percorribili per dare qualità al processo educativo, uno stile di insegnamento unico, che, attraverso la ricchezza degli stimoli che gli ambienti esterni possono garantire, fornisce numerosi vantaggi sul piano interdisciplinare e la crescita psicofisica dell’individuo.

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