Come responsabilizzare i bambini a scuola e in famiglia

responsabilizzare i bambini a scuola

Senso di responsabilità e autonomia sono due concetti molto importanti nel processo di educazione dei bambini.

Educarli ad assumersi le proprie responsabilità e a comprendere le conseguenze delle proprie azioni, così come educarli ad essere autonomi non è certamente un compito facile.

Responsabilizzare i bambini a scuola e in famiglia è, però, un compito fondamentale che spetta a insegnanti e genitori per promuovere uno sviluppo completo e integrato.

Educare alla responsabilità

Con il termine “responsabilità” si intende la capacità di:

  • Dare risposte in merito alle proprie scelte o azioni intraprese;
  • Rendere conto delle proprie scelte e decisioni;
  • Assumersi le conseguenze delle proprie azioni.

Educare un bambino alla responsabilità non è un compito semplice, ma è qualcosa che nasce e cresce giorno dopo giorno, fin da piccoli.

Responsabilizzare un bambino lo farà crescere meglio e lo renderà consapevole che diritti e doveri vanno di pari passo nella vita.

A qualsiasi età, condizione sociale e cultura, non possiamo sottrarci alle nostre responsabilità, ai doveri nei confronti di noi stessi ma anche degli altri, in particolare delle persone che ci stanno accanto: i nostri familiari.

Far credere ai più piccoli che possano essere esenti da tutto questo è un torto che facciamo loro perché li priviamo della grande esperienza di dare qualcosa di sé, di lasciare un segno negli altri, oltre che di limitarsi a ricevere.

Equivale cioè a non fornire loro le fondamenta di quel vivere civile necessario per muoversi nel mondo e per costruire relazioni autentiche.

La strada che conduce ad un’esistenza piena e soddisfacente è quella che passa attraverso il senso di responsabilità verso se stessi e verso gli altri.

Come responsabilizzare i bambini

Responsabilità significa essere in grado di intercettare autonomamente i bisogni altrui, di saperli cogliere con autentico rispetto per la vita, per la libertà, e saper modulare le proprie azioni in virtù del rispetto per il prossimo, rendendosi conto che possono recare vantaggio o danneggiare chi ci circonda.

Ha dunque poco a che vedere con la disciplina e nulla con la sottomissione.

In altre parole significa essere coscienti di ciò che si fa: la responsabilità è quindi un moto che viene da dentro,e che non viene imposto.

Dare il buon esempio

Fondamentale, per favorire il senso di responsabilità, è senza dubbio il buon esempio.

Se i genitori agiscono in tal senso, se per primi si rispettano tra loro, rispettano i figli e il prossimo, sicuramente un primo passo è compiuto.

Fare esperienze personali

Altrettanto fondamentale è evitare di impartire ordini, dare regole, tracciare percorsi, in continuazione, bensì lasciare al bambino la possibilità, la fiducia e la libertà di scegliere.

Il bambino deve imparare a pensare con la propria testa, deve fare esperienze personali.

Il senso di responsabilità non può essere che il risultato di decisioni autonome, di scelte libere frutto di un sentire profondo.

Il genitore non deve sostituirsi al figlio nella risoluzione dei problemi, altrimenti, quest’ultimo, non guadagnerà mai una vera indipendenza.

Fare sperimentare le conseguenze delle loro azioni

Bisogna aiutare i bambini a comprendere che i loro gesti, le loro azioni, ma anche le loro parole e i loro atteggiamenti hanno un peso e determinano delle conseguenze.

E’ importante fargli sperimentare quello che accade dopo un loro determinato comportamento,senza intervenire o modificare la situazione, prima che possano da soli comprendere dove hanno sbagliato.

Devono imparare a comprendere il valore e la potenza dei loro gesti, delle loro parole e dei loro comportamenti.

Pretendere che portino sempre a termine ciò che hanno iniziato

Quando si affidano loro dei compiti è importante pretendere sempre che li portino a termine e che non lascino in sospeso ciò che hanno iniziato.

Solo dopo avere ultimato il loro compito potranno passare a fare ciò che desiderano.

In questo senso, occorre affidare loro pochi compiti e alla loro portata, ovvero non troppo difficili.

Piuttosto può essere utile richiedere loro di svolgere azioni molto semplici, perché ciò che interessa non è la prestazione in sé ma il fatto che la svolgano con cura e responsabilità.

Come responsabilizzare i bambini a scuola

L’educazione è il motore principale per lo sviluppo della società, e deve aiutare i ragazzi a diventare persone migliori.

In questo senso, l’educazione scolastica deve essere orientata alla motivazione, responsabilizzazione e preparazione alla vita reale.

L’approccio pedagogico non deve essere impostato esclusivamente sulla didattica tradizionale e sull’apprendimento frontale.

Deve essere bensì orientato al pensiero critico, alla creatività e al lavoro di gruppo, con l’intento di sviluppare negli studenti la partecipazione attiva, l’integrazione e il senso di responsabilità.

Bisogna, dunque, cercare di limitare le lezioni frontali e privilegiare invece i laboratori.

Laboratori basati sull’attivazione di progetti e ricerche che partono dalle domande legittime degli alunni, dai problemi concreti che permettono di utilizzare le varie materie in funzione della risoluzione.

L’apprendimento passivo non aiuta i ragazzi ad imparare: hanno bisogno di attivazione, coinvolgimento e partecipazione.

Fondamentale è l’orientamento alla motivazione, incoraggiando gli alunni a migliorare in tutte le materie con fiducia, attenzione e sostegno.

La frase “sbagliando si impara” vale anche a scuola: imparare facendo, anche commettendo errori, è il miglior modo per imparare e responsabilizzarsi.

Solo così è possibile responsabilizzare i bambini a scuola e educarli al rispetto degli altri e alle diversità.

La scuola deve essere una palestra di vita, un luogo in cui si impara a costruire delle relazioni.

Per questo motivo sono importanti i lavori di gruppo, in cui tutti devono lavorare senza che nessuno si faccia trascinare passivamente dal compagno più attivo. Ognuno deve poter dare il suo apporto e avere un suo ruolo.

I docenti devono essere capaci di riconoscere l’individualità di ogni alunno e curare i rapporti tra gli studenti.

Ciò permette anche di limitare episodi di bullismo.

L’educazione all’autonomia

Il raggiungimento dell’autonomia per il bambino è molto importante: è il primo passo verso una sviluppo sereno ed armonico della sua personalità.

Per promuovere l’autonomia è importante che il genitore sappia guidare, dare consigli, stimolare e porsi come modello di comportamento per il bambino.

Deve anche essere in grado, allo stesso tempo, di lasciare al bambino degli spazi e dei momenti in cui possa prendere l’iniziativa, senza interferenze e possa anche sbagliare e andare incontro a piccole frustrazioni.

Fondamentale è l’introduzione di regole per contenere le richieste del bambino ed educarlo alla socialità: non si può concedere e ottenere tutto.

Il bambino, grazie alle regole introdotte dal genitore, comincerà a sviluppare un personale senso della giustizia, del rispetto per gli altri e nel frattempo comincerà, attraverso l’esperienza della frustrazione, a coltivare il desiderio.

Si sentirà inoltre protetto e nel frattempo libero di muoversi all’interno dello spazio delimitato dal genitore.

Infine, gradualmente, attraverso piccole trasgressioni comincerà a sperimentare cosa voglia dire assumersi delle responsabilità ed essere protagonisti della propria vita.

Possiamo affermare che l’educazione alla responsabilità e all’autonomia vanno di pari passo e hanno un’incidenza fondamentale nello sviluppo dei bambini.

In quanto consulenti e progettiste, ci occupiamo di seguire e sostenere interventi alla genitorialità, sia ordinari che in emergenza.

Scrivici per chiederci un consiglio 😉

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La foto di oggi è tratta dal film “Scialla – Stai Sereno” del 2011, con Fabrizio Bentivoglio. E’ la storia di un padre e di un figlio che si confrontano attraverso diversi avvenimenti: Luca, con il sostegno del padre, sarà in grado di aumentare il proprio rendimento scolastico ed essere promosso?

Consigliato!!

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