• Educare alla diversità a scuola: spunti pratici e buone pratiche

    diversità a scuola

    La diversità a scuola è una componente intrinseca a tutte le attività e a tutti i rapporti, tra alunni e tra insegnanti.

    Ognuno è, infatti, portatore di una propria diversità poiché possiede delle caratteristiche che lo rendono differente dagli altri, unico e speciale.

    Oggi una delle sfide più difficili da affrontare a scuola non è quella di annullare ogni distinzione ma di includere le caratteristiche specifiche di ognuno in un disegno collettivo e condiviso.

    In questo modo, le differenze possono rappresentare una grande risorsa e arricchimento.

    Ma, come educare alla diversità a scuola? Quali strategie e pratiche utilizzare?

    La diversità a scuola

    Oggi più che mai la scuola deve educare gli studenti a considerare il diverso non come un pericolo per la propria sicurezza, ma come risorsa per la crescita.

    Una vera pedagogia della differenza non si esprime in prediche o in tecniche di persuasione, ma sperimentando quotidianamente la realtà di una scuola come una comunità di diversi, che non emargina chi non è uguale o chi non è in grado di seguire il ritmo dei migliori.

    È chiaro che, perché tutto ciò avvenga, è necessario porre come elementi centrali della relazione educativa:

    • L’ascolto;
    • Il dialogo;
    • La ricerca comune;
    • L’utilizzo di metodologie attive.

    Queste ultime, in particolare, sono in grado di sviluppare le capacità critiche di porsi delle domande, di imparare a mettersi nei panni altrui, di attivare delle reti di discussione, di uscire dagli schemi, di essere creativi e divergenti.

    Non è impossibile: basta soltanto una buona dose di volontà e tanta creatività 😉

    Educare alla diversità

    La scuola è il luogo d’incontro e di relazione; è, del resto, l’esperienza formativa di ciascuno di noi è caratterizzata da continue presenze dell’altro.

    Entrare in relazione con l’altro ovviamente significa entrare in contatto con un’altra identità, cioè con qualcuno che è diverso da me. 

    In questo modo, oltre a conoscere maggiormente la mia identità, posso anche arricchirmi grazie all’alterità.

    La  scuola ha proprio la caratteristica  di essere il luogo di incontro di tutti.

    Un luogo in cui si producono le diversità, dove diversità significa estrema ricchezza data dalle peculiarità di ciascuno, senza omologare o assimilare l’altro nel  gruppo o  conformare.

    Raccontarsi e ascoltarsi a scuola, renderebbe più fluide le relazioni, il confronto e la crescita.

    Per una didattica interculturale

    Vi starete chiedendo in quale modo promuovere una didattica inclusiva per educare alle diversità a scuola.

    Innanzitutto, occorre tenere presente questi obiettivi:

    • Imparare il significato di stereotipo;
    • Riconoscere uno stereotipo;
    • Scoprire la cultura altrui;
    • Rappresentare le peculiarità della cultura degli altri;
    • Capire e condividere la propria cultura;
    • Comprendere la differenza fra apprendere e giudicare.

    I percorsi interculturali devono prevedere esercizi di gruppo ed esperienze ludiche che intendono promuovere la partecipazione attiva e favorire il pluralismo.

    Ecco qualche esempio.

    Proposte didattiche

    La lettura di libri e brevi racconti, con immagini significative. è sempre un’ottima base di partenza.

    Incentivate poi, prendendo come spunto il libro appena letto, la conversazione e lo scambio di idee, per favorire l’accettazione, il rispetto, la conoscenza dell’altro e la conoscenza di sé e delle proprie peculiarità.

    In questo senso, per incentivare la conoscenza delle proprie capacità, potete realizzare una caccia al tesoro nella quale il tesoro sono i talenti dei compagni.

    Ogni alunno compila una scheda individuale nella quale deve indicare le qualità che riconosce a se stesso e quelle che riconosce in altri compagni a scelta.

    Così, se conosco me stesso, posso mostrare agli altri le mie qualità e nello stesso tempo riconoscere le qualità negli altri e apprezzarne il valore.

    Sempre in relazione alla peculiarità dei talenti di ciascuno è possibile realizzare con gli alunni l’albero dei talenti.

    Ogni bambino disegna un se stesso/albero e come frutti disegna e scrive i propri talenti specifici.

    Ciò che emergerà saranno tanti alberi con tanti frutti diversi: ognuno è diverso, ognuno è unico e speciale, per fortuna 😉

    Fondamentale è utilizzare sempre metodologie didattiche attive, incentrate sul gruppo, che prediligono lo scambio di idee e di opinioni.

    Alcuni libri interessanti

    Il primo che vi propongo è il libro “Qualcos’altro”.

    Racconta la storia di Qualcos’altro che viene messo da parte dai compagni perché lo ritengono diverso da loro.

    Nel corso della storia, Qualcos’altro, dopo aver commesso lo stesso errore nei confronti di un nuovo compagno, comprende che anche nella diversità si può trovare il modo di stare bene insieme.

    Un altro libro si intitola “La scimmia”, che imita gli umani in quanto vuole con tutte le sue forze essere umana, ma poi si rende conto che ciò che importa per stare bene è essere se stessi.

    “E tu di che colore sei?” è un libro nel quale una bambina di sei anni ha una famiglia che le vuole bene, un gatto e tanti amici. Va a scuola volentieri, ma non le piace la matematica, preferisce andare a judo e al parco a giocare.

    Una bambina molto curiosa che si ritrova a farsi tante domande: “Ci sono bambini bianchi, bambini neri, bambini gialli… e allora? Che c’è di strano? Anche i calzini sono di tanti colori diversi, ma nessuno ci trova nulla di male”.

    Un altro libro che vi consiglio è “Va bene se…”, in quanto può essere di grande aiuto ai più piccoli nella comprensione e accettazione delle proprie e altrui diversità.

    Il nasone un po’ più grosso della media non è un problema! Anzi, è davvero simpatico. E se hai gli occhiali? O le rotelle sotto i piedi? E se vieni da un posto lontano lontanissimo? Non importa…

    Va bene essere diversi. Ognuno è speciale, importante, unico. E tu lo sei. Sai perché? Semplicemente perché tu sei tu e vai bene così.

    Affrontate il tema della diversità con i bambini, non evitatelo, non abbiate paura; se vi fanno una domanda rispondete con sincerità.

    Per altri spunti, idee o approfondimenti contattateci 😉

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