• I disturbi dell’apprendimento nel bambino: consigli per insegnanti e genitori

    disturbi dell'apprendimento nel bambino

    I disturbi dell’apprendimento nel bambino rientrano tra i disagi in età scolare.

    Più evidenti, infatti, in questa fase perché si manifestano con difficoltà della lettura, della scrittura e del calcolo.

    L’ingresso nella classe prima elementare è di solito cruciale per l’individuazione dei bambini che potrebbero sviluppare uno dei disturbi specifici dell’apprendimento.

    Sono, spesso, insegnanti e genitori a segnalare tali difficoltà.

    I disturbi dell’apprendimento nel bambino

    Con il termine Disturbi evolutivi Specifici di Apprendimento ci si riferisce ai solo disturbi delle abilità scolastiche, e in particolare alla:

    • Dislessia, ovvero il disturbo della lettura;
    • Disortografia, il disturbo della scrittura;
    • Discalculia, il disturbo del calcolo.

    La principale caratteristica è quella della specificità, intesa come disturbo che interessa uno specifico dominio di abilità in modo significativo ma circoscritto, lasciando intatto il funzionamento intellettivo.

    In questo senso, il criterio necessario per stabilire la diagnosi di DSA è quello della “discrepanza” tra:

    • l’abilità nel dominio specifico interessato (deficitaria in rapporto alle attese per l’età e/o la classe frequentata):
    • l’intelligenza generale (adeguata per l’età cronologica).

    Queste tre tipologie di disturbo non devono essere necessariamente presenti nello stesso momento.

    Un bambino con un disturbo dell’apprendimento, infatti, può mostrare difficoltà nell’imparare la matematica, ma non avere difficoltà a leggere, scrivere e avere un buon rendimento in altre materie.

    Questi disturbi sono difficoltà che si manifestano nel bambino fin dalle prime fasi del suo apprendimento quando deve acquisire nuove abilità come la lettura, la scrittura ed il calcolo.

    Tali difficoltà possono dunque persistere, in modo più o meno marcato fino all’età adulta.

    Le cause

    I disturbi dell’apprendimento nel bambino non sono un problema di intelligenza, ma un disturbo di origine biologica.

    L’origine del disturbo determina delle anomalie a livello cognitivo, che influenzano il modo in cui le informazioni vengono ricevute, elaborate e comunicate.

    Bambini e adulti con queste problematiche hanno gravi difficoltà nell’elaborazione delle informazioni sensoriali perché vedono, sentono e capiscono le cose in maniera diversa.

    I disturbi specifici dell’apprendimento non sono causati da disabilità neurologica o sensoriale.

    I bambini, infatti, sono intelligenti, il loro Q.I. è nella norma e presentano adeguate capacità cognitive, visive ed uditive

    La scienza ha fatto enormi progressi nella comprensione del funzionamento del cervello e una della più importanti scoperte che apporta nuove speranze per i disturbi dell’apprendimento è la neuroplasticità.

    Con questo termine si fa riferimento alla naturale e duratura capacità del cervello di modificarsi, formare nuove connessioni e generare nuove cellule in risposta alle esperienze e all’apprendimento.

    Le conseguenze

    Il disagio, la frustrazione, la scarsa fiducia in se stessi, la demotivazione e i problemi della condotta sono una conseguenza delle difficoltà di apprendimento, perché il bambino si rende conto di quanto sia faticoso per lui imparare nonostante l’impegno.

    “Se si impegnasse di più, avrebbe maggiori risultati”.

    “È un bambino intelligente, ma è svogliato”.

    “Non studia, non si applica”.

    Non studiare non è la causa, ma la conseguenza delle difficoltà di apprendimento.

    Ecco perché è importante diagnosticare precocemente tali difficoltà ed intervenire con trattamenti specifici.

    Vediamo ora alcune tipiche manifestazioni dei disturbi dell’apprendimento.

    Difficoltà nell’elaborazione linguistica

    Quando l’insegnante pone una domanda alla classe, il bambino con DSA non elabora immediatamente la risposta, ma continua ad elaborare la domanda ed arriva alla risposta molto dopo gli altri bambini.

    Ha la sensazione che tutto vada molto velocemente e, mentre lui è ancora impegnato nel cercare la risposta, la lezione è già andata avanti.

    Il bambino con tale disturbo è convinto che gli altri parlino molto velocemente, ma in realtà è lui che ha problemi nell’elaborare le informazioni che gli giungono.

    Tempi di attenzione e percezione visiva

    I tempi di attenzione sono diversi da quelli dei bambini senza disturbo;

    I bambini con DSA sono facilmente distraibili.

    Non riescono a concentrarsi su un singolo stimolo, ma sono attratti da tante altre cose contemporaneamente.

    Il bambino con DSA, poi, ha difficoltà a percepire correttamente uno stimolo: vede, ma non dà il giusto significato a ciò che osserva.

    Tale carenza viene spesso confusa con una mancanza di motivazione.

    I problemi specifici dell’apprendimento, però, non hanno nulla a che vedere con la scarsa motivazione, perché causati da un problema di percezione.

    Leggere, decodificare e comprendere

    Il bambino con un disturbo specifico dell’apprendimento ha difficoltà nel percepire la differenza delle lettere a seconda della posizione spaziale.

    Confonde “p”, “d”, “q”, “b” e non riesce a seguire le righe mentre scrive.

    Per questo, leggere e comprendere il testo risulta difficile per lui.

    Inoltre, quando il bambino legge tutte le sue energie sono già state spese per la decodifica del testo (1° compito cognitivo) a spese della comprensione.

    Può però capire e imparare ascoltando: è perciò importante avere materiale verbale inciso su cassette.

    La diagnosi

    La diagnosi di un disturbo dell’apprendimento dovrebbe essere svolta entro la fine della II° elementare. 

    Già nel corso dell’ultimo anno della scuola materna e della I° elementare, però, si possono anticipare alcune valutazioni con l’obiettivo di realizzare attività didattiche-pedagogiche mirate a potenziare le abilità deficitarie.

    La diagnosi deve essere fatta da specialisti esperti, mediante specifici test che consentono di evidenziare il problema in modo specifico e personalizzato.

    Essa permette di ottenere e realizzare aiuti mirati, programmi di riabilitazione e semplici provvedimenti di modifica della didattica.

    Il percorso successivo alla diagnosi è personale e individualizzato a seconda dell’età, delle abilità riscontrate, del livello in cui è presente il disturbo.

    In questa fase, molto importante è garantire la collaborazione tra scuola e famiglia, per sostenere i bambini con queste difficoltà.

×