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Approfondimenti

  • Libri e coronavirus: come spiegarlo ai bambini con la lettura

    Libri e coronavirus, ebbene sì, è possibile parlare e spiegare ai bambini quello che sta accadendo proprio con la lettura 😉

    La lettura e la narrazione sono strumenti potentissimi per parlare ai bambini e spiegare loro temi molto delicati.

    Ecco alcuni esempi 😉

    Un albo illustrato sul coronavirus

    Questo albo può essere scaricato in formato pdf, con le illustrazioni di Alex Sheffler, spiega in maniera semplice e diretta la nuova realtà della pandemia da Covid-19, rispondendo alle domande e ai timori dei più piccoli, anche per aiutarli da un punto di vista psicologico.

    Coronavirus Un libro per bambini

    Una guida galattica al coronavirus

    Il Children’s Museum Verona ha unito virtualmente le forze con i musei dei bambini italiani per promuovere questa guida al coronavirus.

    Si tratta di un progetto di nato per spiegare ai bambini e alle loro famiglie questo “microbo venuto da lontano” che sta cambiando le abitudini di tutti, ponendo l’accento sulla prevenzione. Una breve guida, con illustrazioni efficaci, adatta ai bambini delle scuole materne ed elementari.

    Guida Galattica al Coronavirus

    Glossario, le parole per capire il coronavirus

    Con i testi di Federica Pascotto, le illustrazioni di Cinzia Franceschini e la supervisione di Emilio Hirsh dell’Università di Torino, questo glossario vuole spiegare ai bambini attraverso parole semplici e illustrazioni  i termini scientifici più utilizzati quando di parla di Covid-19.

    Molto utile anche come risorsa da utilizzare a scuola 😉

    Glossario Coronavirus

    Il mio eroe sei tu: come combattere COVID-19 quando sei un bambino

    Una lettura davvero interessante dedicata ai bambini dai 6 agli 11 anni per aiutarli, attraverso una narrazione vera e propria, a comprendere e affrontare Covid-19.

    Il libro è scaricabile in versione pdf e in versione audiolibro dal sito Oms e dal sito IASC.

    La storia spiega, con l’aiuto di Ario, una creatura fantastica, come i bambini possono proteggere se stessi e i loro cari dal virus e come possono affrontare le emozioni complesse che li afferrano di fronte a una nuova realtà in rapida evoluzione. 

    Il mio eroe sei tu!

    Seguiteci per altri consigli su libri e coronavirus e tanto altro 😉

  • Come interpretare il disegno dell’albero e della casa dei bambini

    disegno dell'albero

    Nell’articolo precedente abbiamo visto l’importanza del disegno infantile nella crescita dei bambini.

    Disegnare, infatti, per i bambini rappresenta il modo migliore per comunicare ed esprimere il proprio mondo interiore e le emozioni.

    L’esperienza personale, dunque, entra nel disegno. 

    Saper interpretare i disegni dei bambini è molto importante, in quanto permette di capire cosa provano e cosa pensano.

    Il disegno dell’albero e della casa sono tra i disegni più comuni dei bambini.

    Vediamo insieme cosa potete osservare 😉

    Il disegno dell’albero

    L’albero disegnato diventa la proiezione del bambino che lo disegna.

    Si sviluppa verso l’alto, la parte inferiore dell’albero simbolizza l’origine della vita, l’elemento inconscio.

    La parte superiore rappresenta, invece, l’espressione dell’Io verso il mondo esterno, verso il futuro.

    Nel disegno dell’albero è possibile distinguere:

    • Un nucleo stabile, radici, fusto, rami;
    • Gli elementi di decorazione, foglio, fiori, frutta.

    Le radici sono spesso nascoste e forniscono nutrimento.

    Ancorano l’albero alla terra dandogli stabilità.

    Rappresentano, dunque, la parte più primitiva inconscia e istintuale dell’Io, e sono anche espressione del senso di sicurezza di cui il soggetto dispone, in quanto capace di radicarsi nella realtà concreta della sua esperienza esistenziale.

    Il tronco rappresenta, invece, l’Io così come si è strutturato attraverso l’esperienza evolutiva.

    Può essere un Io forte, debole, traumatizzato.

    La chioma è significativa della capacità del soggetto di entrare in relazione con l’ambiente, di espandersi nello spazio sociale.

    E’ anche indicativa della sua vita mentale, delle sue aspirazioni, dei suoi interessi ed ideali.

    Cosa osservare

    Nel disegno dell’albero è importante osservare, innanzitutto, la linea del terreno: se manca può indicare mancanza di stabilità emotiva e personale.

    Un tronco molto sottile può essere associato a persone molto sensibili e delicate.

    Al contrario, un tronco molto ampio può indicare impulsività, alta emotività e scarsa capacità di autocontrollo.

    Tronchi, invece, con irregolarità, macchie, vuoti, punte possono indicare la presenza di paure, traumi, emozioni represse, inibizione.

    La base del fusto allargata a destra può indicare prudenza, diffidenza, timidezza.

    Mentre, la base del fusto allargata a sinistra può indicare attaccamento al passato e inibizione.

    La chioma con rami può indicare una persona impulsiva, mentre se è disegnata con tante foglie può indicare una persona vivace.

    La chioma con i frutti può indicare che la persona ha degli obiettivi e dei desideri da realizzare.

    Il disegno della casa

    La casa simboleggia l’immagine di sé e rimanda all’idea di calore e di affetto famigliare.

    Se disegnata grande e accogliente, con le finestre aperte: il bambino vive rapporti positivi e buona disponibilità con il mondo esterno.

    Invece, se disegnata piccola, con porta e finestre chiuse, il bambino potrebbe non essere aperto al mondo esterno e vivere una condizione di ritiro emotivo.

    Le finestre rappresentano gli occhi sul mondo esterno, così come la porta rappresenta il contatto con il mondo esterno.

    Di grande importanza è il camino:

    • Se è presente e ha il fumo può essere indice di presenza e calore parentale;
    • Se non è presente o non ha il fumo può essere, invece, indice di carenza affettiva.

    Disegnare la casa con il recinto può significare una difficoltà di contatto con il mondo esterno.

    Molto importante è la presenza di un sentiero o di una strada che conduce alla casa: simbolo di un buon rapporto e apertura verso il mondo esterno.

    Per approfondimenti non esitate a contattarci 😉

    Bibliografia

    Ferraris O. A, (2012), Il significato del disegno infantile, Bollati Boringhieri

  • Il disegno infantile dei bambini: ecco cosa osservare

    disegno infantile

    Il disegno infantile è un importante mezzo di comunicazione e espressione della personalità dei bambini.

    Disegnare per i bambini rappresenta il modo migliore per comunicare ed esprimere il proprio mondo interiore e le emozioni.

    Tramite il disegno, infatti, il bambino esprime se stesso, il proprio vissuto interiore, le proprie emozioni e sentimenti.

    L’esperienza personale, dunque, entra nel disegno. 

    Saper interpretare i disegni dei bambini è molto importante, in quanto ci può permettere di capire cosa provano e cosa pensano.

    Non dobbiamo però generalizzare: quello che osserviamo nei disegni dei bambini deve essere essere riferito al caso specifico che stiamo analizzando, chiedendo sempre il sostegno di un professionista esperto.

    Insieme vedremo alcune linee guida che possono essere seguite per comprendere il significato del disegno infantile. 

    Le fasi del disegno infantile

    La prima forma di comunicazione del bambino è lo scarabocchio.

    I primi disegni dei bambini sono realizzati con movimenti casuali e non controllati, il risultato sul foglio è un insieme confuso e disordinato di linee, circolari o spezzate, in cui non si individuano immagini socialmente condivise.

    Ciò che il bambino proietta sulla carta non è una copia della realtà che lo circonda, bensì la percezione delle proprie emozioni, fantasie, in rapporto con la realtà stessa.

    Gli scarabocchi hanno dei tratti comuni in tutti i bambini di una stessa età ed infatti lo sviluppo dell’attività grafica pittorica è universale.

    12-18 mesi: lo scarabocchio disordinato

    Sul foglio sono tracciati segni casuali tutti con direzioni diverse.

    I segni disordinati tenderanno a disporsi sul foglio sullo stesso lato con cui il bambino impugna il colore.

    Mentre scarabocchia il bambino muove il braccio con movimenti “centrifughi”, ovvero che partono dalla base del foglio per allontanarsi verso l’esterno, la parte superiore del foglio e la più lontana da sé.

    18-24 mesi: lo scarabocchio ordinato

    Iniziamo a riconoscere le prime forme.

    Grazie all’interazione con l’adulto e con i pari i suoi disegni casuali assumeranno un significato.

    2-3 anni: lo scarabocchio imitativo

    Durante tale fase il bambino imita i gesti che l’adulto compie sul foglio e tale processo imitativo diviene un mezzo importante per scaricare la propria energia psichica ed esprimere il “suo mondo interiore”.

    Vi è un bisogno espressivo innato di sottolineare, attraverso gli scarabocchi, l’affermazione della propria esistenza.

    Vi è una conquista sempre più consapevole del mondo e degli spazi che lo circondano.

    4-5 anni: le prime figure umane

    Assistiamo ad una compiutezza grafica espressiva nella quale si esprime una più compiuta percettività della realtà ed una risposta grafica maggiormente organizzata.

    Iniziano ad apparire nei disegni spontanei infantili i primi abbozzi di figure umane e di oggetti strutturati.

    I colori iniziano ad essere utilizzati in maniera consapevole e rappresentano una giusta imitazione della realtà circostante, che si riduce come spazi occupati sul foglio in relazione alla maggiore specificità del mondo percepita dal bambino.

    Cosa osservare

    Il foglio è lo spazio psichico entro il quale il bambino si muove.

    Per prima cosa, dovete prestare attenzione alla collocazione del disegno sul foglio.

    • Centrale: è la posizione più comune, indica un buon adattamento all’ambiente, equilibrio, sicurezza
    • Verso il lato destro: del foglio: estroversione, orientamento verso il futuro,  o ribellione;
    • Verso il lato sinistro: del foglio: introversione, egocentrismo, orientamento verso il passato, indecisione, timore;
    • In alto: rifugio nella fantasia, idealizzazione;
    • In basso: ricerca di appoggio, poca autostima, sensazione di essere schiacciati dall’ambiente;
    • Ai margini del foglio: timidezza, insicurezza, bisogno di appoggio, sostegno.

    Molto importante è la pressione sul foglio.

    • Media e costante: normale e stabile adattamento;
    • Discontinua: instabilità emotiva, ansia;
    • Pesante: tensione interna;
    • Molto leggera: insicurezza, timidezza, indecisione, introversione.

    Anche la tipologia del tratto.

    • Fermo: sicurezza di sé;
    • Incerto, discontinuo: insicurezza, scarsa autostima;
    • Ripassato: insicurezza;
    • Interrotto: insicurezza, tendenza all’isolamento.

    La figura umana

    Da non sottovalutare è anche la dimensione della figura umana.

    Ricordate che nei bambini una dimensione media e armonica viene raggiunta con l’età: entro i 12 anni circa.

    La misura della figura umana deve essere valutata in relazione alla dimensione del foglio.

    • Molto grande: riempie tutto il foglio, nei bambini al di sotto dei 6 anni è normale! Estroversione, tendenza a imporre il proprio essere;
    • Esageratamente grande: supera i bordi del foglio, irrequietezza;
    • Molto piccola: inadeguatezza, bassa autostima, ricerca di appoggio;
    • Frontale: buon adattamento, atteggiamento comunicativo positivo.

    Nei prossimi articoli vedremo cosa osservare nel disegno dell’albero e della casa 😉

    Bibliografia

    Ferraris O. A, (2012), Il significato del disegno infantile, Bollati Boringhieri

  • Attività educative al centro estivo: quali proporre in modo educativo

    attività educative

    In questo momento ci troviamo a progettare il coordinamento pedagogico di un centro estivo che ospiterà  bambini dai 6 anni agli 11 anni.

    Vediamo insieme quali attività educative possiamo proporre ai bambini, in riferimento all’emergenza sanitaria e alle linee guida ministeriali e regionali.

    Le linee guida esprimono chiaramente la necessità di svolgere attività in piccolo gruppo e principalmente all’aria aperta.

    Attività in piccolo gruppo

    Per garantire il distanziamento fisico i bambini saranno suddivisi in piccoli gruppitenendo conto del seguente rapporto numerico bambini-operatori:

    • 3-5 anni, rapporto di un adulto ogni 5 bambini;
    • 6-11 anni, rapporto di un adulto ogni 7 bambini;
    • 12-17 anni, rapporto di un adulto ogni 10 bambini.

    I piccoli gruppi saranno definiti all’inizio del centro estivo tenendo conto del sopra citato rapporto numerico, con lo stesso educatore di riferimento per tutto lo svolgimento delle attività.

    I piccoli gruppi possono essere contraddistinti da un colore o da un simbolo, in modo da creare appartenenza, coesione e interdipendenza.

    Possono essere previsti durante la giornata momenti di condivisione tra tutti i piccoli gruppi, sicuramente in giardino, mantenendo le distanze e indossando i dispositivi di protezione individuale.

    Questo è molto importante per favorire, nonostante i distanziamenti, la socializzazione e la comunicazione tra tutti i bambini.

    Quali attività educative proporre?

    Sono da privilegiare le attività all’aria aperta, da svolgere in giardino, predisponendo angoli specifici con zone d’ombre.

    Le attività educative da proporre ai bambini devono essere principalmente pratiche, in modo da stimolare la loro mente e la loro creatività.

    Una grande attenzione, infatti, deve essere posta all’organizzazione degli spazi dove svolgere le varie attività.

    Predisporre una pluralità di spazi o angoli tematici con materiali strutturati ad hoc.

    Ecco qualche esempio 😉

    Arte e creatività

    Svolgono un ruolo importante nell’educazione dei bambini, in quanto aiutano a stimolare il pensiero, sviluppare le potenzialità, la crescita intellettuale e la capacità di risolvere i problemi in modo autonomo.

    Secondo Dewey, “l’arte è il mezzo più indicato per utilizzare, in maniera costruttiva, l’energia creativa racchiusa nel bambino”.

    L’arte coinvolge tutti i sensi del bambino e ne rafforza le competenze cognitive, socio-emozionali e multisensoriali.

    Attività motorie

    Lo sport fa bene sia al fisico che alla mente e li aiuta a crescere e svilupparsi in modo sano e armonioso.

    I bambini che lo praticano rafforzano il corpo, ma apprendono anche l’importanza di valori fondamentali come l’amicizia, la solidarietà, l’autodisciplina, la fiducia in sé stessi.

    Lo sport educa alla disciplina e all’organizzazione, insegna l’importanza dell’impegno, e incrementa l’autostima.

    Natura

    Esiste un legame speciali tra i bambini e la natura con immense potenzialità educative.

    È importante proporre ai bambini di giocare con la terra, con la sabbia, con i materiali naturali, a contatto con la natura per sviluppare la creatività.

    Valorizzare dunque le esperienze educative sullo star fuori, assumendo l’ambiente esterno come spazio di formazione, dove esperienze e conoscenze sono strettamente correlate.

    I bambini amano fare esperienze all’aria aperta, imparano meglio e prima, crescono più sicuri, creativi, indipendenti.

    Il “fuori” offre ai bambini una pluralità di stimoli per conoscere attraverso i sensi e per fare esperienze significative, conoscere e apprendere attraverso i materiali che la natura offre.

    Alimentazione e cucina

    Il cibo è una parte importante della vita dei bambini e il rapporto che si instaura con esso inizia sin dalla tenera età.

    Educare i bambini ad un’alimentazione sana è molto importante per lo sviluppo del loro benessere psicofisico.

    Promuovere laboratori di educazione alimentare, così come laboratori di cucina, è fondamentale per coltivare nei bambini un buon rapporto con il cibo, trasmettendo loro l’importanza di ogni ingrediente.

    Educazione alle emozioni

    Le emozioni sono come uno spettro di colori, ci attraversano, ma non sempre siamo capaci di dare loro un nome.

    Per questo motivo è importante imparare fin da piccoli a riconoscerle e a gestirle, per uno sviluppo equilibrato.

    I bambini provano emozioni che hanno bisogno di essere riconosciute e interpretate.

    Fondamentali sono i laboratori con tante attività dedicate all’ascolto e al dialogo sulle emozioni per educare i bambini a riconoscerle, comprenderle e gestirle.

    Disegno

    Il disegno è uno dei primi linguaggi che il bambino utilizza, solo dopo i movimenti del corpo e l’emissione di suoni.

    Nel disegno il bambino esprime se stesso e il proprio mondo interiore: da un disegno possono trasparire emozioni, che colorano la vita.

    Dietro a quello che a noi può apparire come uno scarabocchio c’è un mondo, reale o fantastico.

    Il disegno è il luogo della creatività, della conoscenza, della sperimentazione, della scoperta e dell’autoapprendimento, dove tutto parte dal gioco.

    Il disegno è una palestra per la mente, nella quale si sviluppano capacità di osservazione, con gli occhi e con le mani, e si impara a guardare la realtà con tutti i sensi.

  • Linee guida per i centri estivi: cosa fare e cosa sapere

    linee guida per i centri estivi

    Il Dipartimento per le politiche della famiglia ha pubblicato le tanto attese linee guida per i centri estivi.

    Esse contengono le regole da seguire per favorire le opportunità organizzate di socialità e gioco per bambini ed adolescenti nella fase 2 dell’emergenza Covid-19.

    Il centro estivo può rispondere al diritto fondamentale dei bambini alla socialità e all’educazione e di evitare che le famiglie, soprattutto quelle più fragili, siamo lasciate sole.

    Deve, infatti, essere bilanciato:

    • Il diritto all’educazione e alla socialità dei bambini;
    • La tutela della salute loro, degli educatori e delle famiglie.

    Il tutto seguendo linee guida e buone pratiche in grado rispettare le norme di sicurezza e prevenzione.

    Il centro estivo deve basarsi su un progetto educativo e pedagogico pensato e strutturato ad hoc, per permettere ai bambini di svolgere attività educative nella più completa sicurezza e tutela.

    Un progetto pedagogico con modalità educative e soluzioni creative, responsabili e sicure per una graduale ripresa della vita sociale e all’aria aperta dei più piccoli.

    Di seguito, alcuni aspetti fondamentali presenti nelle linee guida per i centri estivi.

    Accessibilità

    Possono accedere al centro estivo i bambini che hanno compiuto i 3 anni di età.

    Per garantire l’omogeneità i bambini possono essere suddivisi in sottofasce di età, come segue:

    • 3 – 5 anni, fascia relativa alla scuola dell’infanzia;
    • 6 – 11 anni, fascia relativa alla scuola primaria;
    • 12 – 17 anni, fascia relativa alla scuola secondaria.

    Deve essere prevista una graduatoria per le iscrizioni con criteri di priorità, per garantire il sostegno ai bisogni delle famiglie con maggiori difficoltà nella conciliazione fra cura e lavoro.

    Per esempio situazioni con entrambi i genitori lavoratori, nuclei familiari monoparentali, impossibilità di smart-working, condizioni di fragilità.

    Accoglienza: criteri di entrata/uscita e triage

    Per evitare assembramenti l’ingresso dei bambini al centro estivo deve essere scaglionato ogni 10/15 minuti.

    Il punto di accoglienza è posto al di fuori della struttura, per evitare che gli adulti accompagnatori entrino negli spazi interni.

    All’ingresso deve essere prevista una vera e propria procedura di “triage”, chiedendo ai genitori o agli accompagnatori, con delega, se il bambino o l’adolescente ha avuto la febbre, tosse, difficoltà respiratoria o è stato male a casa.

    Dopo aver igienizzato le mani e verificato la temperatura corporea, il bambino può accedere alla struttura accompagnato da un operatore.

    Garantire attività a piccoli gruppi

    Per garantire il distanziamento fisico i bambini saranno suddivisi in piccoli gruppi, tenendo conto del seguente rapporto numerico bambini-operatori:

    • 3-5 anni, rapporto di un adulto ogni 5 bambini;
    • 6-11 anni, rapporto di un adulto ogni 7 bambini;
    • 12-17 anni, rapporto di un adulto ogni 10 bambini.

    I piccoli gruppi saranno definiti all’inizio del centro estivo tenendo conto del sopra citato rapporto numerico, con lo stesso educatore di riferimento per tutto lo svolgimento delle attività.

    La stabilità dei gruppi e degli operatori è fondamentale per tracciare casi potenziali di contagio.

    Privilegiare attività all’aria aperta

    Le attività all’aria aperta o “outdoor education” sono da privilegiare rispetto alle attività al chiuso, se non in casi di necessità.

    In caso di attività in spazi chiusi deve essere garantita un’abbondante aerazione dei locali, con finestre aperte per la maggior parte del tempo.

    Igiene e pulizia

    Devono essere rispettati e garantiti i principi generali di igiene e pulizia, prestando particolare attenzione al distanziamento, all’igiene delle mani e all’uso della mascherina da parte degli operatori e dei bambini sopra ai 6 anni.

    Le superfici saranno frequentemente sanificate e i bagni igienizzati dopo ogni utilizzo, garantendo una disinfezione giornaliera.

    Sarà prevista la pulizia approfondita (almeno giornaliera) delle attrezzature utilizzate, il lavaggio delle mani dopo ogni attività, attenzione alla non condivisione di posate e bicchiere da parte dei bambini.

    Selezione e formazione degli educatori

    Il personale educativo deve essere selezionato sulla base di requisiti di formazione e di esperienza, prevedendo un numero di supplenti disponibili in caso di necessità.

    Tutto il personale, prima dell’inizio delle attività con i bambini, sarà formato in merito alle norme igienico sanitarie sui temi della prevenzione del Covid-19, nonché per gli aspetti di utilizzo dei dispositivi di protezione individuale.

    Il ruolo del coordinatore pedagogico

    Le linee guida per i centri estivi richiedono la presenza di un coordinatore pedagogico qualificato per organizzare, gestire e monitorare lo svolgimento delle attività.

    Nello specifico:

    • Coordinare lo svolgimento delle attività educative e organizzative e l’operato del personale educativo;
    • Monitorare lo svolgimento dell’esperienza educativa per valutarne l’efficacia e il rispetto degli obiettivi progettuali;
    • Supervisione  lo svolgimento delle attività in riferimento al progetto educativo;
    • Fornire agli educatori un supporto e un sostegno nello svolgimento del lavoro educativo.

    Il centro estivo necessita di una puntuale e attenta pianificazione e organizzazione degli spazi per svolgere le varie attività a piccolo gruppo.

    Noi, in qualità di pedagogisti, ci occupiamo di ideare un progetto pedagogico ad hoc con tutte le attività educative da svolgere nei centri estivi.

    Contattaci per approfondire 😉

  • I diritti dei bambini: il diritto alla socializzazione e all’inclusione

    diritti dei bambini

    I diritti dei bambini

    Nella Convenzione sui Diritti dell’Infanzia, approvata il 20 Novembre 1989 a New York dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

    I bambini hanno diritto alla vita, nonché diritto alla salute e alla possibilità di beneficiare del servizio sanitario, hanno diritto di esprimere la propria opinione e ad essere informati.
    I bambini hanno diritto al nome, tramite la registrazione all’anagrafe subito dopo la nascita, nonché alla nazionalità, hanno il diritto di avere un’istruzione, hanno il diritto di giocare e il diritto ad essere tutelati da tutte le forme di sfruttamento e di abuso.

    La Convenzione, infatti, si basa su quattro diritti fondamentali dei bambini:

    • Nessuna discriminazione: i diritti devono essere garantiti a tutti i minori senza distinzione di razza, sesso, lingua, religione, opinione del bambino/adolescente o dei genitori;
    • Superiore interesse del minori in ogni situazione problematica;
    • Diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo del bambino;
    • Ascolto delle opinioni del minore, in tutti i processi decisionali che li riguardano.

    Ma, conosciamo davvero i diritti dei bambini?

    La socializzazione primaria e secondaria

    La socializzazione primaria si realizza nel corso dei primissimi anni, soprattutto all’interno della famiglia.

    In questa fase il bambino comincia ad apprendere l’insieme delle norme e delle regole che governano la vita sociale, per cui si formano le competenze sociali di base.

    Nella socializzazione secondaria, invece, avviene il processo di formazione delle competenze specifiche necessarie allo svolgimento dei ruoli adulti.

    Si attua prevalentemente al di fuori della famiglia (scuola, chiesa, gruppo dei pari) e prosegue per tutto il ciclo di vita.

    Il diritto a socializzare

    I bambini hanno il diritto di socializzare e giocare insieme ai propri coetanei.

    Come abbiamo visto il ruolo della scuola nello sviluppo delle abilità sociali è fondamentale in quanto permette ai bambini di entrare in contatto e relazionarsi con altri bambini.

    Nel particolare momento che stiamo vivendo, dove i bambini non stanno frequentando la scuola o vedendo i coetanei, questa dimensione relazionale non è presente.

    Ciò può rappresentare un significativo problema per lo sviluppo affettivo e relazionale dei bambini.

    Nell’attesa della riapertura delle scuole o almeno dei centri estivi, ecco un consiglio 😉

    Proponete ai vostri figli tante attività pratiche e creative da fare in casa o in giardino.

    Leggete questo nostro articolo proprio in merito alle varie attività da fare in casa  https://nonsolopedagogia.it/il-gioco-educativo/

    Per approfondimenti non esitate a contattarci 😉

  • La scuola a casa: manuale di sopravvivenza per genitori e figli

    scuola a casa

    In questi primi mesi dell’anno possiamo senza dubbio parlare di “scuola a casa“.

    Compiti, lezioni, interrogazioni, spiegazioni, tutto online!

    Nell’articolo precedente abbiamo introdotto il concetto di formazione a distanza, presentandola proprio come la nuova modalità di apprendimento di questo periodo.

    L’emergenza sanitaria che stiamo vivendo ha, infatti, portato con sé una situazione senza precedenti nel mondo della scuola e nella vita di tutti noi.

    E’ una situazione nuova per insegnanti, ragazzi e genitori, che può generare insicurezza e preoccupazione.

    Da una parte, infatti, i docenti sono impegnati, con l’ausilio degli strumenti digitali, a trovare le modalità più efficaci per promuovere l’apprendimento dei loro studenti.

    Cosa non facile ed immediata, sia per l’utilizzo delle tecnologie, sia per la messa in pratica di metodi formativi adeguati.

    Dall’altra parte, invece, i ragazzi sono catapultati in questa nuova frontiera dell’apprendimento virtuale, non senza difficoltà e richieste di impegno maggiori.

    La scuola a casa

    Oggi al centro deve esserci l’importanza di mantenere i bambini e i ragazzi impegnati e attivi all’interno del processo di apprendimento.

    Una didattica a distanza può dirsi di qualità quando è capace di produrre apprendimenti significativi e duraturi.

    Non deve essere limitata alla sola trasmissione e acquisizione di concetti e conoscenze.

    La didattica a distanza non è stampare un compito e svolgerlo.

    E’ qualcosa di più 😉

    Può essere un’opportunità e un’occasione di apprendimento e di crescita personale e culturale per tutti.

    Non bisogna, infatti, dimenticare l’aspetto di interazione e di comunicazione tra i soggetti coinvolti nei processi formativi.

    Solo così può crearsi l’apprendimento cooperativo, funzionale e di qualità.

    Consigli per genitori

    La gestione di tutto non è semplice: vi trovate a dividere con i vostri figli spazi domestici spesso troppo stretti e dotazioni tecnologiche (spesso insufficienti) per studiare e lavorare.

    Non preoccupatevi se i vostri figli perderanno parte dei programmi o resteranno indietro.

    Niente angosce, dunque, se la connessione Internet è lenta o se non c’è in casa una stampante.

    Regole e routine

    Ci sono. però, alcune regole che possono essere di aiuto per la scuola a casa.

    Poche e semplici regole, che devono però essere tutte rispettate: alzarsi dal letto, fare colazione, rifare il letto, vestirsi e presentarsi alla lezione online puntuali e in ordine.

    Mantenere, dunque, una routine mattutina come quando si va scuola!

    Approfittate poi di questa situazione inedita per prendervi del tempo in più da trascorrere con i ragazzi, ascoltare insieme della musica o discutere di un libro.

    Ridisegnate la vostra quotidianità famigliare definendo tempi e attività in modo condiviso, integrando tutte le cose da fare.

    Compiti, lezioni online, attività ricreative, attività motorie e momenti tutti insieme di condivisione 😉

    Siate presenti

    Siate presenti nella scuola a casa insieme ai vostri figli.

    Affiancate i vostri figli nello svolgimento dei compiti, ma ricordate che voi non siete insegnanti, ma educatori!

    E, in questo momento più che mai, dovete svolgere questo ruolo, aiutando i vostri figli a stare dentro il processo di apprendimento.

    Per voi può essere un modo nuovo e originale per coinvolgersi maggiormente nella relazione tra vostro figlio e la scuola.

    E forse anche per capire meglio che cosa significa, oggi, imparare e insegnare.

    Seguiteci e contattateci per approfondire nei nostri seminari questi argomenti 😉

  • Didattica a distanza e coronavirus: consigli e strategie

    didattica a distanza

    L’introduzione della didattica a distanza

    L’emergenza sanitaria che stiamo vivendo ha introdotto la didattica a distanza.

    Essa, infatti, è diventata la “modalità scuola” a partire dal DPCM 4 marzo 2020.

    L’articolo 1, comma 1, punto g) stabilisce:

    “I dirigenti scolastici attivano, per tutta la durata della sospensione delle attività didattiche nelle scuole, modalità di didattica a distanza avuto anche riguardo alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità”.

    In questo senso, gli insegnanti devono cominciare a svolgere  le lezioni online, e non più in presenza, senza avere, a volte, le competenze e le conoscenze necessarie.

    La didattica a distanza è molto diversa da quella in presenza e richiede competenze specifiche, che approfondiremo in questo articolo.

    Da una parte, dunque, i docenti sono impegnati, con l’ausilio degli strumenti digitali, a trovare le modalità più efficaci per promuovere l’apprendimento dei loro studenti.

    Cosa non facile ed immediata, sia per l’utilizzo delle tecnologie, sia per la messa in pratica di metodi formativi adeguati.

    Dall’altra parte, invece, i ragazzi si trovano ad apprendere in modo diverso. 

    Per una didattica di qualità

    Una didattica a distanza di “qualità” è in grado di di produrre apprendimenti significativi e duraturi. 

    Non è, infatti, la semplice trasmissione di compiti ed esercitazioni. 

    I docenti devono proporre attività, materiali e compiti con strategie e metodologie diverse, innovativi.

    Molta attenzione deve essere data alle esercitazioni pratiche delle conoscenze acquisite, consentendo agli studenti un utilizzo autonomo delle tecnologie.

    In questo modo, sarà anche possibile promuovere un’educazione digitale, aiutandoli cioè a sviluppare tutte le competenze e le conoscenze per utilizzare le tecnologie in modo consapevole e critico.

    Infine, la didattica a distanza deve portare alla collaborazione tra gli studenti e all’aiuto reciproco, potenziando la relazione, anche se a distanza.

    Consigli pratici per gli insegnanti

    Scegliete i giusti materiali da condividere con gli studenti, in base agli obiettivi di apprendimento impostati.

    Proponete attività, materiali e compiti innovativi, cercando di stimolare l’apprendimento cooperativo.

    Ad esempio, create con gli studenti momenti di discussione su un argomento, oppure la risoluzione di un problema dividendoli in piccoli gruppi.

    O ancora, date loro come compito per casa proprio la risoluzione di un problema a piccolo gruppo: dovranno organizzarsi ed incontrarsi “virtualmente” e trovare insieme la soluzione.

    Sono tutti modi per cercare di mantenere vive le relazioni 😉

    Utilizzate strumenti adeguati alla didattica a distanza, integrabili tra loro.

    Ad esempio, la suite “Google for Education”, che comprende una serie di Applicazione per comunicare (messaggistica istantanea, videochiamate, e-mail), per collaborare, creare e condividere i materiali (testi, fogli di lavoro, presentazioni, test e verifiche).

    In questo modo, e con alcuni accorgimenti, è possibile utilizzare le tecnologie in modo consapevole e utile 😉

  • Per una nuova routine e nuove opportunità in quarantena

    una nuova routine

    In questo particolare momento che stiamo vivendo è molto importante trovare una nuova routine,  organizzando al meglio il proprio tempo e il proprio spazio.

    E’ importante, ora più che mai, ristrutturare la propria quotidianità e il proprio tempo, in famiglia.

    E’ proprio quest’ultima che in un momento così delicato si ritrova ad essere unita ancor più, a condividere giornate intere ed aumenta anche la qualità dello star insieme.

    Vi consiglio la lettura di un nostro articolo che parla proprio di questo: routine e convivenza in famiglia 😉

    Instaurare nuove regole all’interno del nucleo famigliare, infatti, è fondamentale per permettere di convivere in serenità, rispettando gli spazi di ogni membro della famiglia.

    Vediamo ora i consigli della Dott.ssa Martina Russo, Psicologa.

    Diamoci il permesso di ascoltarci

    Riuscire a rimanere soli con noi stessi è fondamentale per comprendere il nostro sentire, dargli un valore e un significato diverso, raggiungendo la consapevolezza dei desideri più profondi.

    Connotiamo di significato le emozioni che viviamo e lasciamole essere così come sono.

    Ma cosa significa ascoltare noi stessi?

    Siamo sempre più abituati a dividere il nostro tempo tra il lavoro, i figli, gli impegni quotidiani e attività che non ci consentono di ascoltarci, aspettando con ansia il fine settimana per concederci del tempo.

    E’ questa dunque un’occasione per rimanere da soli con noi stessi e dar voce alla parte più profonda di noi.

    Quella parte, cioè, più nascosta che molto spesso mettiamo a tacere, presi dai tanti impegni che occupano la nostra giornata.

    Ma siamo sicuri che lo vogliamo?

    Molti infatti non vedono l’ora di ricominciare tutto ciò che adesso è in stand by non riuscendo a vivere il tempo così come è.

    Questo spesso accade perché si cerca di mantenere un controllo sulle cose, credendo che il potere è unicamente nelle nostre mani.

    Cosa posso fare adesso: per una nuova routine

    E’ questa la domanda che dobbiamo porci per rimanere nel qui ed ora della nostra mente e della nostra giornata.

    Sempre più i nostri pensieri sono direzionati a ciò che ho fatto o a ciò che dovrò fare e quasi mai l’attenzione viene posta nel qui ed ora della situazione: cosa sto facendo adesso, cosa provo adesso.

    Questo perché molte volte l’azione maschera un’emozione e allora quando mi sento felice cucino, quando sono arrabbiato vado a correre o esco con degli amici, quando sono triste leggo un libro o ascolto la musica.

    Sono tutte azioni che rivolgono la nostra attenzione verso un compito distogliendola dal nostro sentire.

    Siamo, invece, chiamati, durante questi giorni, a ri-direzionare l’attenzione su noi stessi, a riscoprire hobby e a condividere ancora più tempo con il nostro partner o figli.

    E’ questa anche un’occasione di maggior confronto, ci possiamo dunque dedicare a lunghe discussioni rimaste in sospeso o a momenti di confronto che accrescono visioni differenti e conoscenze reciproche.

    Ad ogni attività il suo tempo

    E’ importante che ogni attività mantenga un suo tempo e sia dunque stabilita una nuova quotidianità.

    Bisogna darsi degli orari per svolgere le attività (leggere, dipingere, cucinare, guardare un film, svolgere attività fisica in casa), una strutturazione del tempo che ci permetta di mantenere uno schematismo sano che orienti il nostro fare.

    Ritagliarsi uno spazio di solitudine

    E’ fondamentale e ci permette di ritrovare lo spirito per continuare a condividere le nostre giornate in famiglia.

    Durante la convivenza potrebbe risultare complicato trascorrere le intere giornate in presenza dell’altro.

    Concedersi del tempo in solitudine in un’altra stanza o scrivere ciò che in quel momento pensiamo o pianificare progetti futuri, possono essere attività che ci permettono di ritrovare il nostro tempo.

    E le energie necessarie per affrontare questo cambiamento 😉

    Rimanere attivi ci permette di gestire al meglio l’ansia e le emozioni che ci accompagnano in questo momento.

    Diamoci il permesso di esperirle e se si vuole, anche condividerle, per riscoprire il senso di stare in casa con noi stessi e con gli  altri.

    Tutto questo, e tanto altro, sarà approfondito nel nostro ciclo di incontri formativi “EduchiAmo Noi Stessi” che inizierà tra pochissimi giorni.

    Seguiteci per tutti gli aggiornamenti e contattateci per maggiori informazioni!

  • Il potere dell’immaginazione, oltre ciò che vediamo: immagina, puoi!

    potere dell'immaginazione

    La realtà è creata da noi e siamo proprio noi che possiamo modificarla e renderla a somiglianza di ciò che più vogliamo, con ilpotere dell’immaginazione“.

    Siamo costantemente bombardati, in questo periodo soprattutto, da immagini del mondo che definiamo reale, credendo che sia tutto ciò che esiste.

    Ma siamo sicuri che sia così?

    La Dott.ssa Martina Russo, Psicologa, ci spiega oggi il potere e la forza dell’immaginazione.

    Il potere dell’immaginazione

    Più riuscirai a sognare ad occhi aperti, più avrai modo di cambiare quelli aspetti della tua vita che non ti piacciamo.

    E’ proprio il potere dell’immaginazione che dà forma al cambiamento.

    Come abbiamo spesso ascoltato nelle favole:

    I sogni son desideri

    A volte, però, lasciamo che questo sia vero solo per i bambini e non ci accorgiamo che è proprio la nostra parte bambina che stiamo trascurando, quella parte che invece ha già pronta la soluzione per noi.

    Come fare?

    Abbandonare i pensieri e il concretismo collegati alla realtà delle cose spesso non è semplice, soprattutto se le emozioni che ci accompagnano durante il giorno sono noia, tristezza e solitudine.

    Un’ottima idea è quella di iniziare a immaginare il Tuo cambiamento a partire da un libro che stai leggendo, da un film o da una attività che ti faccia ritrovare la serenità essenziale per iniziare a pensare positivo.

    Non siamo solo ciò che vediamo ma possiamo essere molto di più e andare oltre agli schematismi che appartengono al mondo degli adulti.

    Schematismi che, purtroppo, e molto spesso, sono trappole per l’immaginazione che non penetra e non ha una porta di accesso nella nostra mente.

    Fai un tuffo nell’infanzia

    Un aiuto concreto può essere la vicinanza ad un bambino, che spesso attraverso il gioco simbolico alimenta la sua fantasia e i suoi desideri.

    Può essere dunque proprio quel bambino lo zoppo con cui imparare a zoppicare….a immaginare!

    Ed è così che la realtà, diventata a volte troppo insidiosa e intollerante, si trasforma in una sensazione piacevole che non è più fuori da noi, ma dentro di noi.

    E sei proprio TU che ti dai il permesso di ritrovare la felicità grazie al potere dell’immaginazione.

    Più difficile, ma non impossibile, è contattare la parte bambina di noi stessi, che ognuno ha 😉

    E’ la parte più sensibile, emotiva, impulsiva e creativa che ogni persona possiede.

    Dar voce a questa parte richiede un tuffo nel passato, un tuffo nell’infanzia che ci permette di ricordare quale era il nostro gioco preferito, cosa ci piaceva creare con le mani e quali erano le emozioni che accompagnavano quei momenti.

    Sono proprio quelle emozioni che conducono l’adulto verso il cambiamento.

    Crea la tua realtà

    Creare la tua realtà è, dunque, possibile.

    Questo non vuol dire avere un esame di realtà assente o distorto ma concedersi del tempo e dello spazio per poter permettere alla mente di ritrovare quelle energie necessarie per poter affrontare la quotidianità.

    Tutto ciò può essere possibile non solo rimanendo attivi e svolgendo attività in cui ritroviamo la tranquillità, ma anche chiudendo gli occhi, respirando e concentrando la nostra attenzione sul respiro e sul corpo.

    Provando, cioè, a visualizzare un paesaggio a noi caro, il mare, un prato in fiore e tutto ciò che in parte richiama il nostro essere bambini e liberi di sognare ed immaginare un mondo come noi lo vorremmo.

    E’ proprio l’immaginazione che contribuisce a modificare il nostro cervello (come tutte le esperienze che facciamo).

    Si ha, infatti, una attivazione neuronale che stimola la produzione di mielina che rafforza le connessioni neuronali.

    Immaginare e percepire una realtà diversa ci permette di renderla più concreta.

    Ed è proprio in questo periodo che dobbiamo riscoprire la forza e il potere dell’immaginazione che ci permette di mettere in atto un cambiamento e trasformare la paura e l’ansia, a volte eccessive, in immagini e pensieri positivi.

    Il pensiero positivo va dunque allenato ad essere tale e in questo modo si determina la “profezia che si auto-avvera”, una previsione che si realizza per il solo fatto di essere stata pensata ed espressa in quei termini.

  • Per una convivenza in famiglia: routine, tempi e attività

    convivenza in famiglia

    La repentina diffusione dei contagi da Corona virus porta con sé l’obbligo di rimanere in casa e di “rimanere in famiglia“.

    Ciò comporta, per tutti noi, la necessità di rivedere e ripensare la convivenza in famiglia 😉

    Una riscoperta convivenza in famiglia

    L’emergenza sanitaria in cui ci troviamo, infatti, ha catapultato le famiglie in una condizione insolita e straordinaria, mai vista prima.

    Ciò ha modificato le routine famigliari, scolastiche e lavorative.

    I bambini sono a casa da scuola, non possono praticare sport, le attività del tempo libero o vedere gli amici.

    I genitori, ove possibile, lavorano da casa in modalità smart o da remoto.

    Per questo motivo, la convivenza in famiglia e il tempo da trascorrere insieme è notevolmente aumentato.

    Questa situazione imprevista, infatti, ha sollevato in tantissimi genitori domande, dubbi e incertezze rispetto al loro determinante ruolo per il benessere e la sicurezza dei loro bambini.

    Come affrontare tutto ciò e gestire questo cambiamento?

    Come organizzare al meglio la giornata in casa?

    L’importanza della routine

    Creare e instaurare delle routine con i bambini è molto importante e lo è, soprattutto, in questo momento dove le abitudini quotidiani sono cambiate in modo molto veloce.

    Una routine altro non è che una sequenza di attività che si ripete nel tempo, in modo prevedibile.

    Essa, in questo senso, è rassicurante e riduce moltissimo l’ansia del non sapere che cosa accadrà.

    Proprio perché è prevedibile e organizzata ci permette di affrontare il cambiamento o gli eventi stressanti; questo vale anche per i bambini.

    La routine rende l’ambiente comprensibile al bambino, così è in grado di interiorizzare ciò che viene prima e ciò che viene dopo.

    Mantenete una routine quotidiana

    Gli orari e le attività vanno riprogrammati e ridefiniti e sarà necessario definire una nuova routine famigliare, incastrando tutte le attività e i compiti di ogni membro della famiglia.

    Cercate di rispettare comunque gli orari e le vostre principali abitudini, cercando di mantenere una certa regolarità, in modo da non perdere il ritmo quotidiano.

    Cercate, quindi, di rispettare l’orario della sveglia mattutina, possibilmente sempre allo stesso orario, e dei pasti.

    Inoltre, ricordate di coinvolgere i vostri figli nella programmazione delle attività della giornata: chiedete anche a loro come pianificare le varie attività e ascoltateli, si sentiranno partecipi e responsabili.

    Sentendosi partecipi saranno anche più propensi a rispettare volentieri 😉

    Fate anche insieme a loro un bel cartellone con raffigurate le cose da fare durante la giornata e i tempi da rispettare.

    In questo senso, le regole hanno un ruolo fondamentale: vi consiglio questo nostro articolo propri su questo argomento che potrà esservi utile.

    Dedicate tempo al gioco

    Senza la scuola, le attività sportive e i momenti di socialità le giornate per i vostri bimbi sembreranno interminabili.

    Hanno i compiti da svolgere, certamente, ma hanno anche tanto tempo libero.

    Come riempirlo al meglio? 😉

    E’ importante trovare nuovi modi di far trascorrere loro il tempo libero, con attività ludiche e ricreative per fare in modo che la loro mente sia sempre allenata.

    Giochi creativi, dunque, di costruzione o manipolazione.

    Provate ad utilizzare materiali naturali o da riciclo per le costruzioni, lasciate spazio alla loro fantasia 😉

    Per la manipolazione o i travasi, invece, potete utilizzare vari materiali: farina, riso, pasta, cioccolato in polvere.

    Un’attività che vi consiglio di fare in queste giornate a casa è proprio cucinare insieme ai vostri bimbi.

    Potete fare l’impasto per i biscotti, o per una torta, le polpette o anche la pizza.

    Non dimenticate l’attività motoria

    Stando in casa tutto il giorno è molto importante non dimenticare di svolgere un po’ di attività fisica e motoria.

    Esistono, però, delle attività ludico-motorie che possono essere organizzate anche in un appartamento 😉

    Queste attività mettono in azione tutta la muscolatura del bambino, allenano l’equilibrio e la coordinazione, ma soprattutto vincono la noia e sviluppano la fantasia.

    Ogni attività avviene in uno scenario virtuale, che sarà tanto più “veritiero” quanto più sarà descritto con enfasi e dettagli avvincenti da parte del genitore che dirige il gioco.

    Ecco alcuni esempi!

    Becca la parola

    Posizionatevi di fronte a vostro figlio, che dovrà stare con i piedi uniti e le braccia lungo il corpo.

    Voi parlate, raccontate una favola o descrivete un oggetto, e ogni volta che pronunciate una certa parola (ad esempio”poi”) il vostro bimbo deve saltareallargare le gambe e alzare le braccia sopra la testa battendo le mani.

    Quando si fa un punto farà un passo avanti verso di voi. Il gioco finisce quando vi raggiunge.

    “Gli animali della foresta”

    Scegliete un percorso, ad esempio dall’inizio del corridoio alla porta della sala da pranzo, poi chiedete al bambino di scegliere una carta coperta (fra alcune che avrete già disegnato insieme).
    Sulla carta ci sarà un animale e il bambino dovrà camminare per tutto il percorso come quell’animale:

    – Pinguino: camminare con le mani aderenti al corpo, le gambe unite e senza piegare le ginocchia.
    – Cavallo: camminare a 4 gambe poggiando solo mani e piedi.
    – Serpente: strisciare aiutandosi solo con i gomiti.
    – Coniglio: saltellare a piedi uniti senza poggiare le mani
    – Papera: camminare stando piegati sulle ginocchia e con le mani sotto le ascelle.
    – Gru (per i più grandi): saltellare su un solo piede.

    “Lo specchio”

    Posizionatevi di fronte al vostro bambino, poi assumete una posizione, che il bambino dovrà “ripetere” la vostra azione come se voi foste uno specchio.

    Ad esempio voi alzate il braccio destro il bambino alzerà il sinistro.

    Ci si alterna nei turni: prima lo specchio è il bambino, poi lo specchio sarete voi.

    Un buon esercizio di coordinazione 😉

    In questo particolare momento quello che potete fare è proprio riscoprire la convivenza in famiglia, credetemi, sarà bellissimo!

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