Il gioco educativo: quali attività pratiche e creative da fare in casa

gioco educativo

Il gioco educativo è fondamentale per uno sviluppo sereno ed equilibrato del bambino.

Conoscere e comprendere questo suo lato educativo è molto importante per proporre ai bambini attività pratiche e creative.

In grado, cioè, di stimolare la loro mente e la loro creatività.

Tutto ciò acquista un significato maggiore in questo particolare momento di emergenza sanitaria, dove i bambini sono costretti a trascorrere le giornate in casa.

Non possono, infatti, andare a scuola, praticare sport o attività del tempo libero.

Il gioco educativo

Il gioco possiede una straordinaria valenza educativa.

Esso permette, infatti, al bambino di formarsi armonicamente nelle differenti dimensioni personali.

Incrementa varie funzioni, quali:

  • Cognitiva, ovvero le capacità pratiche e le conoscenze;
  • Emotiva, ovvero le capacità di gestire i conflitti;
  • Socializzante, in quanto permette di entrare in contatto con gli altri.

Ognuna di esse, se ben realizzate e connesse con le altre, contribuiscono ad irrobustire i molteplici aspetti personali del bambino.

Il gioco è un’attività in cui il bambino si abbandona totalmente sentendosi a proprio agio e costituisce una parte integrante del suo mondo.

Rappresenta, infatti, il suo modo di comunicare e il mezzo di scambio con cui include ed insieme domina la realtà circostante.

Giocare fin dai primi anni di vita, da soli, con fratelli/sorelle, genitori/educatori o compagni, permette al bambino di costruire progressivamente la sua identità.

Il gioco, pertanto, grazie all’incontro/scontro con l’altro, permette al bambino di superare progressivamente il periodo egocentrico acquisendo le necessarie abilità sociali e relazionali per integrarsi nella società adulta.

Aspetti e caratteristiche positive

L’attività ludica è più che un semplice divertimento.

In realtà, essa è qualcosa di spontaneo e automotivato e costituisce un mezzo attraverso il quale l’ambiente viene sperimentato e conosciuto, la realtà manipolata e trasformata, e attraverso tale attività è possibile la scoperta e la conoscenza di se stessi.

Il gioco educativo offre innumerevoli opportunità per apprendere a gestire le inevitabili e formative situazioni di conflitto che potranno presentarsi nella vita adulta.

Favorisce  la socializzazione, consentendo l’apprendimento di regole e abilità sociali utili per lo sviluppo e la crescita positiva del bambino.

Inoltre, il gioco sviluppa la creatività del bambino, permettendogli di immaginare, costruire, elaborare, comporre e scomporre, in un moto incessante di possibili scenari.

Giocare, pertanto, significa scoprire se stessi e l’altro, sviluppare ed attuare le prime forme di empatia, imparare a negoziare continuamente proprie opinioni e convinzioni, rispettando la libertà altrui e acquisendo il valore della tolleranza, solidarietà e cooperazione.

Il gioco, dunque, costituisce un ponte necessario tra l’attività manifesta del bambino e le sue profonde esperienze emotive.

E’ una modalità di rivelarsi, di acquisire nuove informazioni, di muoversi e guardare e di stare insieme.

Stadi di sviluppo del gioco

In quanto strumento di crescita e di formazione, il gioco educativo può avere obiettivi differenti e può sviluppare competenze e abilità specifiche, in base alla fascia di età dei bambini a cui si rivolge.

Ad ogni fascia di età, infatti, corrispondono capacità e abilità diverse, ad esempio:

  • La coordinazione;
  • La memoria;
  • L’associazione di idee;
  • La manipolazione.

Starà quindi ad ogni educatore scegliere un gioco che sia adatto all’età dei bambini a cui è rivolto e calibrare la quantità di stimoli, regole e metodi educativi in base alle loro caratteristiche ed esigenze.

Dalla nascita ai 2 anni

Il primo stadio corrisponde allo stadio senso motorio, con giochi di esercizi volti proprio a sviluppare le capacità e l’intelligenza senso motoria.

Qui sono da preferire giochi sensoriali di manipolazione e il gioco dei travasi con vari materiali per sviluppare la motricità fine, la concentrazione e la coordinazione.

Dai 2 ai 7 anni

In questo stadio si sviluppa l’intelligenza pre-operatoria, per cui il bambino inizia a comprendere la realtà che gli sta intorno ed avverte il desiderio di rappresentarla a suo modo.

Il bambino inizia a sperimentare, infatti, il gioco simbolico, inteso proprio come modalità di relazione e di sperimentazione della realtà.

Qui sono da preferire i giochi motori e di movimento, i giochi di memoria e di coordinazione.

Dai 7 agli 11 anni

Questo è lo stadio operatorio concreto e formale, in quanto il bambino è in grado di fare piccoli ragionamenti e inferenze.

I bambini iniziano a sentire il bisogno di giochi più strutturati e progettati che prevedano anche la partecipazione degli adulti o dei coetanei.

Nel Quarto Modulo del Ciclo di Incontri Formativi “EduchiAmo Noi Stessi” vedremo tutto questo!

Di cosa parleremo

Nella prima parte viene presentato il gioco educativo, con le sue caratteristiche e funzioni, focalizzando l’attenzione sull’importanza di differenziare e proporre i giochi in base all’età del bambino, in quanto ogni età ha bisogni e competenze differenti.

Nella seconda parte vengono presentate le attività e i giochi da proporre ai bambini per fascia di età, con consigli e spunti pratici, facendo particolare riferimento all’arte di diversificare le varie attività.

L’ultima parte, invece, è costituita da approfondimenti, teorici e pratici, su alcune attività e giochi che permettono lo sviluppo di particolari competenze e abilità nei bambini: dai giochi di manipolazione e di costruzione, ai giochi motori e sensoriali, fino al gioco simbolico.

Non esitate a scriverci per informazioni.

Vi aspettiamo!!

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