L’educazione tra pari a scuola: caratteristiche e vantaggi

l'educazione tra pari

L’educazione tra pari, o peer education, può essere definita come la nuova frontiera dell’apprendimento che vede i giovani al centro del processo educativo.

E’ una proposta innovativa ed alternativa, che rende possibile un maggiore coinvolgimento degli studenti mediante pratiche partecipative e stimolanti.

Conoscerla, proporla e utilizzarla a scuola può influenzare notevolmente l’apprendimento degli studenti, sia in termini di didattica sia di abilità sociali e relazionali.

Cosa è l’educazione tra pari

Con tale termine intendiamo un metodo d’intervento particolarmente utilizzato in ambito educativo e in particolare nella prevenzione dei comportamenti a rischio.

E’ una proposta educativa in base alla quale alcuni membri di un gruppo vengono formati per svolgere il ruolo di educatore e tutor per il gruppo dei propri pari.

Essendo un metodo prevede obiettivi, tempi, modi, ruoli e materiali strutturati.

Può essere anche definito come un processo di comunicazione globale, caratterizzato da un’esperienza profonda ed intensa e da un forte atteggiamento di ricerca di autenticità e di sintonia tra i soggetti coinvolti.

L’educazione tra pari comporta un radicale cambio di prospettiva nel processo di apprendimento, ponendo gli studenti al centro del sistema educativo.

Il gruppo dei pari costituisce, dunque, una sorta di laboratorio sociale dove sviluppare dinamiche, sperimentare attività, progettare, condividere, migliorando l’autostima, le abilità relazionali e comunicative.

L’importanza delle relazioni tra i pari

Le relazioni tra pari, soprattutto tra gli adolescenti all’interno della scuola, hanno una grande influenza sul loro sviluppo sociale e sulla loro crescita complessiva.

I processi di socializzazione, in tutta la loro ricchezza e complessità, sono favoriti dalla partecipazione del ragazzo alla vita del gruppo dei pari, che gli permette di sperimentare esperienze diversificate di relazione.

Per gli adolescenti, in particolare, il contesto sociale è essenziale ai fini della costruzione di un’identità e più complessivamente della personalità.

La possibilità di vivere bene nel gruppo dei pari consente di affrontare meglio i compiti difficili e peculiari di questa età.

Fondamentale per i ragazzi è riuscire ad attivare rapporti di amicizia e sapersi inserire nella vita di gruppo, in maniera da poter sviluppare una maggiore indipendenza ed autonomia dal mondo degli adulti (genitori ed insegnanti).

Come funziona: principi e punti di forza

Innanzitutto, la trasmissione di conoscenze deve avvenire tra “pari grado”, cioè tra persone simili, per età, status e problematiche.

Il primo passo è, dunque, proprio quello di individuare questi “peer“, cioè questi pari grado, che non hanno un ruolo di insegnanti nei confronti dei loro coetanei, bensì di tutor, persone con cui intraprendere uno scambio attivo di idee ed esperienze.

Formati i giovani peer, si passa poi al lavoro di gruppo con i coetanei.

Il loro punto di forza è quello di utilizzare la comunicazione paritaria, vale a dire lo stesso linguaggio dei destinatari, che può essere perfettamente compreso e accettato.

Nel gruppo, i peer sono agenti di cambiamento e, pur essendo protagonisti dell’azione di trasmissione della conoscenza, non instaurano un rapporto gerarchico con gli altri studenti, non giudicano, non tengono lezioni: continuano a stare sullo stesso piano.

I peer sono dunque chiamati ad aiutare e a supportare i coetanei durante i laboratori o le attività di gruppo organizzate dagli educatori in qualità di facilitatori.

Ciò comporta un principio molto importante per l’educazione: il “learning by doing”, ovvero imparare attraverso l’azione.

Studi scientifici dimostrano che questa è la miglior tecnica per comprendere a fondo tematiche e concetti complessi.

I pari facilitano anche la riflessione che segue l’azione, permettendo agli altri studenti di acquisire la consapevolezza delle proprie azioni.

Questo metodo, comunque, non annulla in alcun modo l’autorità degli adulti (insegnanti, formatori, educatori), che hanno il ruolo di supervisori e di facilitatori dell’interazione tra giovani.

Considerato l’obiettivo finale che è quello di rinforzare l’autostima degli studenti, oltre che accrescere le loro conoscenze, il docente dovrà imparare a non essere l’unico dispensatore del sapere per i propri discenti, rimanendo in disparte e lasciando spazio e tempo agli alunni.

Perché utilizzare l’educazione tra pari a scuola

E’ una modalità di apprendimento informale in grado di potenziare maggiormente l’apprendimento degli studenti, rispetto alla lezione frontale.

Gli obiettivi di questo sistema sono diversi:

  • Il potenziamento delle abilità individuali degli studenti;
  • La prevenzione di comportamenti socialmente negativi, come il bullismo, attraverso meccanismi di influenza sociale ed emozionale;
  • Il miglioramento dell’autostima e delle abilità sociali e relazionali, così come della fiducia e della collaborazione;
  • L’incremento dell’apprendimento.

Questo sistema di trasmissione delle conoscenze ha numerosi vantaggi, sia per i peer, sia per i coetanei.

L’insegnamento reciproco consente agli studenti di accrescere e perfezionare le proprie conoscenze, i metodi di studio e la capacità di problem solving.

Migliora l’autostima dei peer, li mette alla prova, migliora le loro abilità relazionali e di comunicazione.

I coetanei apprendono meglio in un ambiente di lavoro in cui si sentono a proprio agio, senza voti o giudizi, sviluppando competenze e risorse.

Favorisce relazioni migliori all’interno del gruppo e promuove l’instaurarsi di un rapporto di educazione reciproca, come evidenzia la moderna psicologia dello sviluppo.

L’educazione tra pari, infine, è da considerarsi anche un sistema di prevenzione, soprattutto negli adolescenti, verso fenomeni negativi, come il bullismo.

Una strategia preventiva nell’adolescenza

Il gruppo dei pari rappresenta un riferimento importantissimo nel processo di crescita e di conquista dell’autonomia: fornisce sostegno, protezione, rassicurazione e confronto.

Al suo interno i ragazzi possono sperimentare e consolidare la propria autoefficacia, condividere esperienze e sviluppare le proprie capacità di socializzazione.

Il gruppo influenza notevolmente i ragazzi, orientandoli verso atteggiamenti positivi o negativi.

Il metodo dell’educazione tra pari si rivela particolarmente indicato nella prevenzione di comportamenti a rischio nell’adolescenza.

Uno degli scopi del metodo è proprio quello di permettere agli adolescenti di acquistare l’autoefficacia, intesa come capacità di assumere un ruolo attivo e positivo nelle scelte della propria vita.

Gli interventi sono strutturati per far vivere ai ragazzi l’esperienza dell’autonomia, ovvero del portare avanti da soli le attività, unita all’esperienza di essere guidati dagli adulti in modo non intrusivo.

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