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Approfondimenti

  • Per una convivenza in famiglia: routine, tempi e attività

    convivenza in famiglia

    La repentina diffusione dei contagi da Corona virus porta con sé l’obbligo di rimanere in casa e di “rimanere in famiglia“.

    Ciò comporta, per tutti noi, la necessità di rivedere e ripensare la convivenza in famiglia 😉

    Una riscoperta convivenza in famiglia

    L’emergenza sanitaria in cui ci troviamo, infatti, ha catapultato le famiglie in una condizione insolita e straordinaria, mai vista prima.

    Ciò ha modificato le routine famigliari, scolastiche e lavorative.

    I bambini sono a casa da scuola, non possono praticare sport, le attività del tempo libero o vedere gli amici.

    I genitori, ove possibile, lavorano da casa in modalità smart o da remoto.

    Per questo motivo, la convivenza in famiglia e il tempo da trascorrere insieme è notevolmente aumentato.

    Questa situazione imprevista, infatti, ha sollevato in tantissimi genitori domande, dubbi e incertezze rispetto al loro determinante ruolo per il benessere e la sicurezza dei loro bambini.

    Come affrontare tutto ciò e gestire questo cambiamento?

    Come organizzare al meglio la giornata in casa?

    L’importanza della routine

    Creare e instaurare delle routine con i bambini è molto importante e lo è, soprattutto, in questo momento dove le abitudini quotidiani sono cambiate in modo molto veloce.

    Una routine altro non è che una sequenza di attività che si ripete nel tempo, in modo prevedibile.

    Essa, in questo senso, è rassicurante e riduce moltissimo l’ansia del non sapere che cosa accadrà.

    Proprio perché è prevedibile e organizzata ci permette di affrontare il cambiamento o gli eventi stressanti; questo vale anche per i bambini.

    La routine rende l’ambiente comprensibile al bambino, così è in grado di interiorizzare ciò che viene prima e ciò che viene dopo.

    Mantenete una routine quotidiana

    Gli orari e le attività vanno riprogrammati e ridefiniti e sarà necessario definire una nuova routine famigliare, incastrando tutte le attività e i compiti di ogni membro della famiglia.

    Cercate di rispettare comunque gli orari e le vostre principali abitudini, cercando di mantenere una certa regolarità, in modo da non perdere il ritmo quotidiano.

    Cercate, quindi, di rispettare l’orario della sveglia mattutina, possibilmente sempre allo stesso orario, e dei pasti.

    Inoltre, ricordate di coinvolgere i vostri figli nella programmazione delle attività della giornata: chiedete anche a loro come pianificare le varie attività e ascoltateli, si sentiranno partecipi e responsabili.

    Sentendosi partecipi saranno anche più propensi a rispettare volentieri 😉

    Fate anche insieme a loro un bel cartellone con raffigurate le cose da fare durante la giornata e i tempi da rispettare.

    In questo senso, le regole hanno un ruolo fondamentale: vi consiglio questo nostro articolo propri su questo argomento che potrà esservi utile.

    Dedicate tempo al gioco

    Senza la scuola, le attività sportive e i momenti di socialità le giornate per i vostri bimbi sembreranno interminabili.

    Hanno i compiti da svolgere, certamente, ma hanno anche tanto tempo libero.

    Come riempirlo al meglio? 😉

    E’ importante trovare nuovi modi di far trascorrere loro il tempo libero, con attività ludiche e ricreative per fare in modo che la loro mente sia sempre allenata.

    Giochi creativi, dunque, di costruzione o manipolazione.

    Provate ad utilizzare materiali naturali o da riciclo per le costruzioni, lasciate spazio alla loro fantasia 😉

    Per la manipolazione o i travasi, invece, potete utilizzare vari materiali: farina, riso, pasta, cioccolato in polvere.

    Un’attività che vi consiglio di fare in queste giornate a casa è proprio cucinare insieme ai vostri bimbi.

    Potete fare l’impasto per i biscotti, o per una torta, le polpette o anche la pizza.

    Non dimenticate l’attività motoria

    Stando in casa tutto il giorno è molto importante non dimenticare di svolgere un po’ di attività fisica e motoria.

    Esistono, però, delle attività ludico-motorie che possono essere organizzate anche in un appartamento 😉

    Queste attività mettono in azione tutta la muscolatura del bambino, allenano l’equilibrio e la coordinazione, ma soprattutto vincono la noia e sviluppano la fantasia.

    Ogni attività avviene in uno scenario virtuale, che sarà tanto più “veritiero” quanto più sarà descritto con enfasi e dettagli avvincenti da parte del genitore che dirige il gioco.

    Ecco alcuni esempi!

    Becca la parola

    Posizionatevi di fronte a vostro figlio, che dovrà stare con i piedi uniti e le braccia lungo il corpo.

    Voi parlate, raccontate una favola o descrivete un oggetto, e ogni volta che pronunciate una certa parola (ad esempio”poi”) il vostro bimbo deve saltareallargare le gambe e alzare le braccia sopra la testa battendo le mani.

    Quando si fa un punto farà un passo avanti verso di voi. Il gioco finisce quando vi raggiunge.

    “Gli animali della foresta”

    Scegliete un percorso, ad esempio dall’inizio del corridoio alla porta della sala da pranzo, poi chiedete al bambino di scegliere una carta coperta (fra alcune che avrete già disegnato insieme).
    Sulla carta ci sarà un animale e il bambino dovrà camminare per tutto il percorso come quell’animale:

    – Pinguino: camminare con le mani aderenti al corpo, le gambe unite e senza piegare le ginocchia.
    – Cavallo: camminare a 4 gambe poggiando solo mani e piedi.
    – Serpente: strisciare aiutandosi solo con i gomiti.
    – Coniglio: saltellare a piedi uniti senza poggiare le mani
    – Papera: camminare stando piegati sulle ginocchia e con le mani sotto le ascelle.
    – Gru (per i più grandi): saltellare su un solo piede.

    “Lo specchio”

    Posizionatevi di fronte al vostro bambino, poi assumete una posizione, che il bambino dovrà “ripetere” la vostra azione come se voi foste uno specchio.

    Ad esempio voi alzate il braccio destro il bambino alzerà il sinistro.

    Ci si alterna nei turni: prima lo specchio è il bambino, poi lo specchio sarete voi.

    Un buon esercizio di coordinazione 😉

    In questo particolare momento quello che potete fare è proprio riscoprire la convivenza in famiglia, credetemi, sarà bellissimo!

  • La gestione della paura del Coronavirus nel bambino: consigli e strategie

    gestione della paura

    Durante una situazione di emergenza sanitaria come questa, i genitori hanno un ruolo fondamentale nella gestione della paura del Coronavirus nei bambini.

    Infatti, il loro ruolo è molto importante perché fungono da esempio per i più piccoli.

    Fronteggiare e gestire le proprie paure significa fronteggiare e gestire anche le paure dei propri figli.

    Nell’articolo precedente abbiamo visto come poter fronteggiare la paura e l’ansia del genitore.

    Oggi cerchiamo, insieme alla Dott.ssa Martina Russo, Psicologa, di porre il focus sui bambini e i ragazzi che si trovano a vivere una situazione nuova in un periodo delicato della loro crescita.

    Spiegate ai bambini cosa sta succedendo

    La routine dei bambini è stata fortemente modificata e limitata.

    La scuola chiusa, le attività sportive interrotte, la quotidianità all’interno dell’ambiente domestico, i genitori a casa, l’influenza dei mass media allarmistici e l’argomento spesso più trattato all’interno della famiglia.

    Tutto ciò alimenta nei bambini e nei ragazzi un senso di confusione, impotenza e spesso domande a cui nessuno dà delle risposte.

    Spiegate sempre a bambini, in base alla loro età, cosa succede nel mondo.

    Come?

    Attraverso favole, racconti, che abbiano, ad esempio, come protagonista un piccolissimo mostro cattivo ed invisibile ma che infine è sconfitto e ci sia dunque un lieto fine.

    Sono molte le favole che si possono inventare al fine di rassicurare il proprio figlio su ciò che sta accadendo: via libera alla vostra fantasia 😉

    Anche attraverso il gioco simbolico, il disegno o le costruzioni è possibile spiegare ai più piccoli ciò che sta accadendo, standogli vicino.

    Fornite adeguate risposte alle loro domande

    Per i ragazzi dai 9 anni in su è importante che ci si relazioni a loro in maniera meno infantile e più matura.

    Qui è ancora più importante che sia il genitore per primo a gestire la sua paura ed essere un modello di risposta per il figlio.

    Dunque, fornire adeguate risposte alle domande poste dal minore è importante in quanto non si alimenta la fantasia del ragazzo, spesso peggiore della realtà.

    Descrivere la situazione in termini semplici e lontani dall’allarmismo dei media è essenziale quanto usare un tono accogliente e pacato che possa far sentire il figlio al sicuro e protetto.

    Prestate sempre attenzione ai loro comportamenti

    Un eccessivo silenzio o comportamenti lontani dalla sua personalità che possono segnalare disagio e una difficoltà di espressione e di gestione della paura.

    State accanto ai vostri figli cercando di accogliere la loro paura e proporgli attività di loro interesse.

    Questo, infatti, è un forte segnale di vicinanza che distoglie l’attenzione costante all’emergenza e, allo stesso tempo, fa sì che il ragazzo si senta compreso e accolto.

    E’ importante non banalizzare e non minimizzare mai la paura espressa in merito dai bambini.

    I bambini, in questo caso, potrebbero non esprimerla più in quanto non si sono sentiti accolti e ascoltati, imparando ad internalizzare emozioni che possono comportare reazioni psicologiche inadeguate per far fronte a successivi problemi.

    Accogliere l’emozione, infatti, significa ascoltare i propri figli, rassicurandoli e comprendendo il loro vissuto.

    Condividete con i vostri bambini attività ludiche e ricreative per “allontanarsi” dall’argomento sempre più presente è un modo di manifestare vicinanza e attenzione.

    Non esitate a contattarci per altri consigli in merito alla gestione della paura nei vostri bambini, noi ci siamo e vi siamo accanto 😉

  • Come gestire l’isolamento sociale: strumenti e strategie di contrasto

    isolamento sociale

    Una grande emergenza dovuta dalle limitazioni emanate dal Governo è lo stato di isolamento sociale in cui versano molte persone.

    Nell’articolo precedente, infatti, vi abbiamo proposto alcune strategie per combattere l’ansia e la paura che in questo particolare momento ci troviamo a vivere.

    Oggi, invece, sempre la Dott.ssa Martina Russo, Psicologa, vi parlerà dell’isolamento sociale e di come gestire questo particolare stato.

    Lo stato di isolamento sociale

    Le persone maggiormente a rischio, che si trovano costrette a rimanere in casa, sono gli anziani, categoria già ad alto rischio di sviluppare sintomi legati alla depressione e alla solitudine.

    L’isolamento può infatti incidere notevolmente sulla qualità di vita.

    Mai come adesso è importante stare vicino a queste persone.

    Infatti, la vicinanza può essere espressa non solo fisicamente ma soprattutto psicologicamente, attraverso azioni che non facciamo sentire la persona sola o emarginata.

    Di questa situazione ne risentono maggiormente gli anziani autosufficienti che non possono più trascorrere le loro giornate nella quotidianità routinaria (spesa, centro di aggregazione per anziani, bar ecc..).

    Dunque, è importante dar loro il giusto sostegno e supporto.

    Da parte dei familiari si possono intensificare le chiamate per dimostrare loro vicinanza e protezione.

    A livello fisico e psicologico può contribuire positivamente alla salute concedersi delle passeggiate o delle letture, o ancora utilizzare la tecnologia per rimanere in contatto con i propri amici.

    Molto importante è poter condividere le giornate, verbalizzare i propri vissuti in merito alla situazione che si sta vivendo.

    E se non è possibile incontrarsi fisicamente, molto possono fare ad oggi gli strumenti tecnologici a nostra disposizione 😉

    Quali effetti può avere l’isolamento?

    Sappiamo bene che la permanenza in casa è dunque un passo fondamentale per la sicurezza e si può in tal modo evitare la diffusione del virus.

    Ma quali effetti può avere sul nostro corpo tale restrizione?

    Soggiorni prolungati in casa possono, infatti, contribuire:

    • All’aumento della sedentarietà ;
    • Stati di ansia;
    • Depressione;
    • Minore dispendio energetico giornaliero.

    Per contrastare tali effetti, anche restando nell’ambiente domestico, è fondamentale non rinunciare ad una adeguata dose di attività fisica giornaliera.

    Ecco alcuni consigli del Dott. Alessio Forte, esperto in attività motorie preventive e adattate.

    Alcuni esercizi sicuri e semplici, adatti a tutte le età, possono essere:

    • Esercizi di equilibrio;
    • Stretching;
    • Camminare;
    • Salire le scale;
    • Sollevare pesi (buste della spesa, lavori domestici);
    • Alzarsi e sedersi da una sedia.

    L’obiettivo è quello di praticare almeno 30 minuti giornalieri di attività fisica moderata e/o almeno 20 minuti di attività fisica vigorosa a giorni alterni.

    La mente e il corpo interagiscono in misura tale da influire sulla salute della persona e sono molte le attività che si possono praticare individualmente, sia all’aperto che in casa, e che favoriscono un equilibrio tra mente e corpo.

    Sicuramente lo Yoga, un gruppo di pratiche e discipline fisiche, mentali e spirituali, aiuta tantissimo.

    Con tali esercizi, infatti, si calma la mente, si migliora la postura e si riduce lo stress.

    Ma anche il Tai Ji Quan: nato in Cina come arte marziale di difesa è oggi conosciuta come ginnastica salutistica  e tecnica di medicina preventiva.

    Contribuisce e aiuta a dormire meglio, riduce la pressione arteriosa e garantisce una maggiore concentrazione.

    Fino ad arrivare alle tecniche di autorilassamento e meditazione.

    Se vuoi approfondire con noi questi consigli o riceverne altri puoi chiamarci online, noi ci siamo e vi siamo accanto!

    Coraggio. Andrà tutto bene 😉

  • Come combattere l’ansia e la paura da Coronavirus

    combattere l'ansia e la paura

    Oggi vi proponiamo l’interessante e attuale contributo della Dott.ssa Martina Russo, Psicologa, che vi parlerà di come combattere l’ansia e la paura in questa particolare emergenza.

    Ebbene sì, quella che stiamo vivendo non è solo un’emergenza sanitaria, ma anche psicologica.

    Una vera emergenza psicologica

    Stiamo vivendo una vera e propria emergenza che mette in campo non solo medici, infermieri, volontari della protezione civile impegnati sul campo ogni giorno.

    Tutti noi siamo chiamati a pre-occuparci di noi stessi e ad investire parte delle nostre energie quotidiane preservando la nostra salute sia fisica che psichica.

    Partiamo proprio da qui, dall’adulto che in una situazione nuova come questa non riesce ad essere guidato dall’esperienza.

    Di conseguenza, agisce spesso mettendo in atto atteggiamenti di fuga ed evitamento o di negazione e minimizzazione che non permettono un adeguato fronteggiamento del problema.

    Con tali reazioni si innesca, dunque, un processo di regressione che richiama i comportamenti più primitivi dell’uomo, quelli cioè meno razionali.

    Ed è proprio così che si alimenta il panico e la paura che a volte si incrementano in modo rilevante interferendo con le attività quotidiane.

    Essendo un virus anche sconosciuto si alimentano anche notizie contradditorie in merito, a volte poco coerenti tra loro, che alimentano nella popolazione paura e confusione.

    Il virus è contagioso quanto la paura che si può dunque trasformare in panico e portare con sé notevoli condizioni cliniche di ansia generalizzata e a volte reazioni di somatizzazione (mal di testa, mal di stomaco, reazioni cutanee ecc…).

    La paura è un’emozione primaria che protegge la persona e non lo espone al pericolo.

    Essa è dunque fondamentale per la sopravvivenza e indica la presenza attiva del principio di autoconservazione e di difesa, fondamentali per l’essere umano.

    La situazione di paura non può essere retta a lungo dall’uomo.

    Qualora questo avvenga, il nostro corpo reagisce non più in maniera autoconservativa, ma può sviluppare reazioni di panico, fobia e ipocondria che oltre a minare la nostra salute mentale attaccano anche il nostro sistema immunitario.

    Come combattere l’ansia e la paura?

    E’, dunque, molto importante mantenere un livello di allerta funzionale, o stress positivo, che permette un adeguata risposta all’emergenza che stiamo vivendo.

    Cosa e come fare?

    Oltre, naturalmente, a rispettare l’insieme di regole emanate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) è importante.

    Non permettete al pensiero “Coronavirus” di invadere la vostra quotidianità e la vostra mente

    Sì a misure di precauzioni utilizzabili giornalmente!

    No a reazione di ansia generalizzata, panico e fobia che impediscono lo svolgimento delle normali attività.

    Può sembrare assurdo, ma siamo noi che diamo il permesso all’ansia di superare la soglia dello stress positivo e di convogliare in reazioni di panico prolungate nel tempo, che recano alla nostra mente e al nostro corpo solo notevoli disagi.

    In questo senso, ciò che possiamo fare è: “permetto e concedo alla mia ansia solo 15 minuti della mia giornata”.

    Ciò significa che tutto ciò che è legato alla paura della malattia, al virus e all’ansia prenderà solo 15 minuti del nostro tempo.

    In questo tempo, è possibile (paradossalmente) dar voce al panico, verbalizzando o scrivendo tutto ciò che riguarda il sentire in quel momento, emozioni negative, sensazioni di malessere, pensieri catastrofici, e poi basta 😉

    Attività fisica all’aperto

    L’ansia può essere contrastata anche attraverso l’attività fisica, soprattutto quella svolta all’aperto.

    Ecco alcuni consigli utilissimi da parte di Alessio Forte, esperto in attività motorie preventive e adattate.

    In un particolare momento come questo, è pur sempre consigliato concedersi 45-60 minuti giornalieri all’aria aperta, rispettando le normative vigenti.

    Le attività aerobiche consigliate sono camminata veloce, bicicletta, o anche corsa 😉

    Intensità e durata dell’esercizio fisico sono parametri fondamentali da seguire, in quanto se non rispettati nella misura moderata si può verificare un significativo aumento del cortisolo.

    Uno stress psicofisico eccessivamente intenso o protratto può dunque portare ad una situazione di immunodeficienza che potrebbe esporci maggiormente al virus.

    Inoltre, la natura può aiutare il nostro sistema immunitario in quanto è risaputa l’influenza positiva di alcune piante che rafforzano la nostra barriera difensiva.

    Grazie all’attività fisica all’aperto si riducono naturalmente i livelli di cortisolo nel sangue (ormone dello stress), mente viene favorito il rilascio di endorfine (ormone della felicità), fonte di benessere per il corpo e per la mente.

    Questi suggerimenti, inquadrati da un punto di vista sia fisico che psichico, possono contribuire ad affrontare tale momento di emergenza, con la consapevolezza che ognuno di noi può imparare a combattere l’ansia e la paura e a riconoscere e a gestire se stesso e le proprie paure.

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