Educare alle regole e al compromesso: istruzioni per l’uso

educare alle regole

Educare alle regole rispettando i bisogni e i desideri del bambino non solo è possibile, ma è anche più efficace.

Porre i limiti, dunque, attraverso l’ascolto e il rispetto.

Vediamo insieme l’importanza di educare alle regole i vostri figli con qualche consiglio del pedagogista 🙂

Educare alle regole e al compromesso

Mettere regole e confini chiari ai comportamenti dei figli è sicuramente il compito più difficile che i genitori son chiamati ad affrontare, specialmente quando si trovano davanti a figli in età adolescenziale.

Acquisire le regole vuol dire diventare persone costruttive e sviluppare una sensazione di sicurezza e non di dispersione o di assenza di punti di riferimento.

A che cosa servono le regole? 

Spesso, infatti, di esse prevale una visione puramente limitativa, in base alla quale vengono identificate con una serie di divieti ai quali il bambino cerca di sottrarsi.

Viceversa, se recuperiamo l’etimologia del termine, scopriamo che la parola deriva da règere, ossia “guidare”.

In questo senso, allora, la prima funzione delle regole è quella di fornire una guida al comportamento del bambino.

Si tratta di un compito critico, soprattutto in soggetti che hanno ancora una conoscenza limitata del mondo circostante. C

ome si può facilmente intuire, l’assenza di regole significa lasciare il bambino privo di guida, il che aumenta il rischio di comportamenti problematici.

Una seconda fondamentale funzione delle regole è quella di rendere l’ambiente prevedibile.

Spesso, infatti, i bambini manifestano i comportamenti più problematici nel momento in cui non riescono a trovare un ordine e una prevedibilità nel contesto di vita, sperimentando sensazioni di disorientamento e di ansia.

In terzo luogo, la presenza di regole condivise è il prerequisito essenziale per fondare l’appartenenza al gruppo.

L’importanza delle regole

Condotte educative autorevoli (non autoritarie!) basate su regole e divieti, stabiliti in modo opportuno, fanno bene al cervello dei figli, aumentando addirittura numero, grandezza e funzionalità dei neuroni.

I bambini abituati fin da piccoli a regole e impegni, ad aspettare e rispettare, diventeranno adulti sereni e sicuri.

Mentre un’educazione basata sul permissivismo rischia di crescere bambini fragili e adolescenti a rischio.

Inoltre attraverso l’educazione emotiva i bambini sviluppano l’autonomia e l’autostima, la capacità di relazionarsi con gli altri.

Strumenti fondamentali per vivere bene e realizzarsi da adulti.

I no aiutano a crescere e hanno un forte valore educativo.

I problemi dovuti alla mancanza di regole

Qualcuno può pensare che risparmiando ai bambini le regole si diventi automaticamente dei “buoni genitori”, apprezzati dai piccoli.

A livello educativo non è così.

Il genitore non dovrebbe mai essere un caporale, ma unicamente un leader; quella figura autorevole che spiega al bambino cosa può fare, che lo indirizza ad esplorare i suoi interessi e che, quando fa qualcosa di sbagliato, sa correggerlo, anche con decisione.

Ed è proprio la figura di guida, di esperto, di base sicura che fa bene ai bambini e li aiuta a crescere.

Un bambino senza regole vive con disagio, è sottoposto a un grande stress: deve imparare a vivere come un adulto, ad arrangiarsi, a fare tutto da sé.

Con il piccolo particolare che il suo sistema cognitivo non è quello di un adulto, che non ha ancora le risorse per gestirsi in autonomia.

Bambini sregolati sono sottoposti a fonti maggiori di stress, rischiano di sviluppare patologie comportamentali e sono più a rischio degli altri.

Al contrario, avere delle norme, sapere quali regole bisogna rispettare, sapere che c’è una figura buona ma decisa che corregge gli errori e guida nella giusta direzione è un incentivo notevole, ma anche un aiuto a crescere.

  • Ricordatevi che i bambini senza regole sono più stressati e rischiano problemi comportamentali seri;
  • Le regole, se sono ragionevoli, aiutano il bambino a vivere meglio, più sicuro;
  • Il buon genitore non è quello che lascia fare di tutto, ma quello che sa essere un leader.

Il consiglio del pedagogista

Educare alle regole è uno dei compiti genitoriali più importanti.

Ecco qualche consiglio.

Date regole chiare e comprensibili.

Molti genitori oscillano tra un atteggiamento passivo a uno aggressivo: dal chiedere ai figli di fare qualcosa in modo equivoco, per poi sfociare in un atteggiamento aggressivo se il bambino non risponde a queste richieste.

Fino a ricorrere a minacce esagerate: “non ti faccio più uscire con i tuoi amici” o addirittura a punizioni fisiche.

Non è così però che riuscirete a farvi ascoltare dai vostri figli.

Evitate gli ordini in forma di domande retoriche, l’uso del “sei sempre…”, “sei il solito…” e il ricorso alle minacce.

Per essere ancora più efficaci quando date una regola, avvicinatevi a vostro figlio, aspettate che vi guardie ditegli “ecco” e poi spiegategli bene che cosa deve fare.

Spiegate cosa succede se decide di disobbedire.

Davanti a un comportamento volontariamente sbagliato non dovete avere né un atteggiamento permissivo (non permette di imparare dall’errore), né un atteggiamento punitivo (rischia solo di far sentire il bambino in colpa).

Spiegate le conseguenze delle azioni, invece, sviluppano nei figli il valore della responsabilità e la capacità di rispondere in modo adeguato alle situazioni.

Conseguenze, però, che non devono essere delle minacce: spiegategli quello cosa può succedere se agisce in un certo modo.

Se volete approfondire l’educazione alle regole, non esitate a contattarci 😉

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