Per una educazione alle emozioni e all’affettività nei bambini

educazione alle emozioni

Il tema delle emozioni è senza dubbio uno dei più ampi nel campo delle scienze umane.

Soprattutto da quando, grazie al contributo degli studi sociologici e psicologici, si è iniziato a considerare le emozioni come la base del comportamento individuale e sociale.

Le emozioni, infatti, regolano e governano tutti i rapporti umani, permettendo alle persone di aprirsi al mondo e di entrare in relazione con gli altri.

Per questo motivo, l’educazione alle emozioni è di vitale importanza per promuovere lo sviluppo dei bambini e degli adolescenti.

Emozioni e sentimenti

Le emozioni possono essere definite come uno stato complesso di sentimenti che si traducono in cambiamenti fisici e psicologici che influenzano il pensiero e il comportamento.

Innanzitutto, è fondamentale distinguere tra emozioni e sentimenti.

Hanno entrambi componenti cognitive e motivazionali, ma le prime sono meno stabili nel tempo rispetto ai sentimenti.

I sentimenti sono composti da più emozioni insieme e sono la parte privata delle emozioni che durano più a lungo.

Le emozioni, dunque, sono reazioni a uno stimolo ambientale, più brevi rispetto ai sentimenti, e provocano cambiamenti su tre differenti livelli:

  • Fisiologico, comprendendo fenomeni fisici in tutto il corpo;
  • Comportamentale, determinando svariate espressioni facciali, modifiche alla postura, al tono della voce;
  • Psicologico, provocando una sensazione soggettiva, un’alterazione del controllo di sé e delle proprie abilità cognitive.

La componente cognitiva delle emozioni

Nelle situazioni emotive la mente elabora gli stimoli e controlla le reazioni.

Le emozioni si trasformano così nel movente che si pone alla base dei nostri comportamenti: fondano la nostra identità, determinando le scelte e il pensiero, influendo anche sulle conoscenze.

Ragione ed emozione, infatti, non sono due poli opposti.

Ogni funzione cognitiva racchiude componenti emotive, e viceversa: conoscere e valutare le emozioni significa pensare e decidere meglio.

L’emozione influisce nel processo di apprendimento in quanto agisce come guida nella presa di decisioni e nella formulazione delle idee.

L’aspetto emotivo ed affettivo è, dunque, fondamentale nella comunicazione e nelle interazioni sociali.

L’essere umano è una totalità di razionalità ed emotività.

Lo stesso Jean Piaget afferma l’esistenza di uno stretto parallelismo fra lo sviluppo dell’affettività e quello delle funzioni intellettuali, in quanto si tratta di due aspetti indissolubili di ogni azione.

L’intelligenza emotiva

L’intelligenza emotiva si riferisce alla capacità di riconoscere i propri sentimenti e quelli degli altri, di gestire positivamente le proprie emozioni, tanto interiormente, quanto nelle relazioni sociali.

I nostri comportamenti non sono direttamente correlati alla situazione ma sono legati alle emozioni che da quella medesima circostanza sono scaturite.

In questo senso, l’intelligenza emotiva pone l’accento sulla capacità di armonizzare pensiero e sentimento, parola e vissuti emotivi, dimensione mentale e dimensione affettiva.

Essere consapevoli di sé vuol dire essere consapevoli sia dei nostri sentimenti che dei nostri pensieri su di essi.

La consapevolezza sul proprio stato emotivo è fondamentale: conoscere e saper esprimere i propri sentimenti apertamente e con assertività, conoscere i propri punti deboli e punti di forza.

Ciò presuppone autocontrollo, nel riuscire a dominare i turbamenti forti e trasformarli in qualcosa di costruttivo, ed empatia, ossia la capacità di percepire e riconoscere i sentimenti degli altri, di sintonizzarsi emotivamente con loro e adottare la loro prospettiva.

Naturalmente, essere in grado di gestire le emozioni nelle relazioni e saper leggere accuratamente le situazioni sociali permette di trattare con efficacia le interazioni, i conflitti, i problemi comunicativi.

La competenza emotiva

Con tale termine si intende l’insieme delle abilità pratiche necessarie per l’autoefficacia dell’individuo nelle interazioni sociali che suscitano emozioni.

Essa si basa sulle seguenti dimensioni:

  • L’espressione emozionale, che consiste nell’utilizzo dei gesti per esprimere messaggi emotivi non verbali, dimostrare coinvolgimento empatico, manifestare emozioni sociali;
  • La comprensione emozionale, ovvero la capacità di discernere i propri stati emotivi e quelli altrui e la capacità di verbalizzare le emozioni;
  • La regolazione emozionale, che consiste nella capacità di fronteggiare le emozioni negative e quelle positive o le situazioni che le suscitano, regolando strategicamente l’esperienza e l’espressione delle emozioni.

L’alfabetizzazione emozionale

Insegnare l’alfabeto delle emozioni è un processo simile a quello in cui si impara a leggere, poiché comporta la promozione della capacità di leggere e comprendere le proprie ed altrui emozioni.

Si tratta di una tipologia di intervento educativo volto a promuovere il benessere socio-emozionale dell’individuo, attraverso l’insegnamento delle abilità necessarie per la competenza emotiva.

Le abilità fondamentali sono:

  • Identificare e denominare le emozioni;
  • Esprimere le emozioni;
  • Valutare l’intensità delle emozioni;
  • Gestire le emozioni;
  • Rimandare la gratificazione per perseguire l’obiettivo;
  • Aumentare la resistenza allo stress;
  • Conoscere la differenza tra emozioni e azioni.

L’educazione alle emozioni

Per molti anni, l’educazione emotiva è stata trascurata.

Oggi le neuroscienze indicano una sovrapposizione tra sviluppo intellettivo e sviluppo emotivo-affettivo, per cui non si può pensare di intraprendere un percorso di apprendimento tralasciando l’aspetto emozionale.

Partiamo dal presupposto che la conoscenza del proprio sentire è davvero un percorso complesso, che va di pari passo alla maturazione fisica e psicologica di un individuo.

Dare un nome ai sentimenti è più facile quando si ha la possibilità di attingere ad un vocabolario ampio e articolato.

Gli adulti, infatti, attraverso l’esperienza e la maturazione del linguaggio, riescono a definire meglio il proprio stato emotivo e ad intuire, spesso, anche quello altrui.

Costruire un percorso di educazione alle emozioni ha una valenza grandissima: avvicinare alla consapevolezza del sé, significa portare contemporaneamente alla conoscenza dell’altro.

In ogni momento i bambini possono sperimentare, attraverso varie situazioni, una molteplicità di sentimenti, anche contrastanti, che possono confonderli, impaurirli, proprio perché non ne hanno piena padronanza.

Conoscere il proprio stato d’animo e capire quali conseguenze esso possa avere sul comportamento, significa anche prendere coscienza dei propri bisogni e di quelli altrui.

Come promuovere l’educazione alle emozioni?

Ecco alcuni consigli pratici da utilizzare sia a casa che a scuola.

La drammatizzazione e la narrazione

La recitazione è uno strumento privilegiato per sperimentare completamente le emozioni.

Recitare vuol dire fingere, fingere significa immedesimarsi, ci si può immedesimare solo se si è empatici.

La drammatizzazione aiuta i bambini a socializzare tra di loro, a lavorare in gruppo, a collaborare e ad aiutarsi.

Allo stesso modo, la narrazione può essere uno dei momenti più importanti per sviluppare la competenza emotiva del bambino.

Attraverso la lettura di libri i bambini possono esplorare ed entrare in contatto con il mondo delle emozioni.

E’ compito dei genitori e degli insegnanti stimolarli nella lettura, con domande costruttive per comprendere le varie emozioni che si incontrano nei personaggi delle storie.

Il diario delle emozioni

Attività che può essere svolta sia a casa che a scuola, ma anche in continuità.

Si richiede ai bambini di annotare su un diario le emozioni che provano, in modo tale che, a fine giornata, è possibile stimolarli con domande, quali: come ti senti? come ti sei sentito in quel momento? cosa hai provato?

Le domande sulle emozioni provate sono fondamentali per incrementare la comprensione e la verbalizzazione delle emozioni.

Con i bambini più grandi, invece, si può anche pensare di creare una vera e propria cartellina delle emozioni, in cui possono descrivere le emozioni provate, le cause e le conseguenze.

Sul diario si annotano, a fine giornata, le emozioni più intense che hanno provato, divise in due colonne: positive e negative.

Lo scopo è poi sempre quello di capire le cause ed imparare a riconoscere e a gestire le proprie emozioni.

Contattaci per tanti altri consigli e attività pratiche 😉

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