Ci stiamo separando: come dire ai figli della separazione?

dire ai figli della separazione

Che impatto ha la separazione sui figli? Come dire ai figli della separazione? Domande come queste preoccupano tutti i genitori che stanno decidendo, o hanno già deciso, di intraprendere il cammino della separazione.

Questo articolo non vuole offrire una “ricetta” applicabile in tutte le situazioni, questo perché non esiste un modo giusto per dire ai figli della separazione, non esiste un modo valido per tutte le situazioni.

La mia intenzione è offrire spunti di riflessione, suggerimenti, “cosa fare” “cosa non fare”, nella speranza che possano aiutarvi ad assolvere questo difficile e delicato compito.

Ricordando sempre che la cosa più importante è tutelare e salvaguardare i propri figli, proteggerli cioè dal “vortice” della separazione.

Le cause che conducono alla separazione possono essere differenti, così come differente può essere l’impatto di esse sui figli.

Citiamo qui alcune delle principali cause:

  • Il tradimento o insoddisfazione nella coppia;
  • Differenti modelli e punti di vista sull’educazione dei figli o su argomenti ritenuti fondamentali;
  • Cambiamenti nello stile di vita che possono essere l’inizio di una profonda crisi nella coppia;
  • Perdite di lavoro e malattie che possono portare a stress o rabbia;
  • Gioco d’azzardo, abuso di alcool e droga possono provocare una rottura nel legame coniugale.

Gestire la fine del rapporto nel modo migliore è difficile e la maggior parte delle volte impossibile, a causa delle tante variabili contestuali ed emotive che possono presentarsi.

Generalmente le situazioni famigliari che possono presentarsi sono due.

Troviamo le coppie che monitorano la situazione per prevenire problemi futuri, che sanno scendere a compromessi, e sacrificano i propri bisogni per mantenere il legame, per non sciogliere la famiglia.

Vi sono invece le coppie che, dopo aver passato situazioni difficili, ritengono di non riuscire più ad andare avanti e richiedono il divorzio per salvaguardare la famiglia, e soprattutto i figli.

Quest’ultime sono le più numerose.

Tuttavia, la fine dell’unione familiare porta inevitabilmente con sé conseguenze che influenzano in modo diretto i figli ed il loro sviluppo.

Raramente si parla di un divorzio concluso in modo tranquillo e senza rancori, anche se è la speranza di molti.

La separazione rappresenta un evento traumatico nella vita di un figlio, al punto che può modificare le rappresentazioni di attaccamento dall’infanzia fino all’adolescenza.

E’ quindi opportuno prestare molta attenzione nel momento in cui si vuole dire ai figli della separazione: fondamentale rimane sempre la salvaguardia dei figli, che deve rappresentare la priorità per tutti i genitori.

Il conflitto famigliare è spesso accompagnato dallo sviluppo di un attaccamento insicuro nei figli, con meno sicurezza nei rapporti e nella disponibilità dei genitori verso di loro.

Le manifestazioni cliniche nei bambini dipendono tuttavia da molte variabili, quali:

  • L’età del bambino;
  • Il livello di funzionamento psicosociale della famiglia prima della separazione;
  • L’abilità dei genitori ad avere attenzione e gestire i comportamenti del bambino.

Nel dire ai figli della separazione occorre tenere conto dell’età dei figli e dei vissuti del nucleo famigliare fino a quel momento.

La separazione può derivare da un lungo periodo di conflitto famigliare in cui la coppia non vive più in serenità e ha rotto da tempo il vincolo d’amore e di legame che dovrebbe essere invece presente.

In questi casi la separazione può essere addirittura benefica per il bambino, il quale è stato per molto tempo costretto ad assistere alle liti genitoriali piuttosto che a lunghi periodi di conflitto, trovandosi tra incudine e martello.

L’evento della separazione viene vissuto dal bambino in modo più sereno perché può capire meglio da quali dinamiche deriva tale decisione ed egli stesso potrà beneficiarne.

A differenza del caso precedente, un bambino che ha vissuto periodi felici in una famiglia non in conflitto ma che si ritrova in questa situazione come un fulmine a ciel sereno potrà vivere questa decisione in modo maggiormente negativo.

Durante lo sviluppo del bambino, la variabile più pericolosa è assistere al conflitto genitoriale.

Bisogna cercare di litigare a distanza dai figli comunicandogli eventuali scelte solo dopo averle prese.

Fondamentale è spiegare bene cosa sta succedendo, anche con i bambini più piccoli: dire sempre la verità con i propri figli, senza raccontare inutili bugie.

I bambini osservano molto e si rendono conto di tutto, sono assolutamente in grado di comprendere ed è importante non farli sentire esclusi.

Spiegare equivale a fare comprendere. Un messaggio può essere compreso se spiegato, anche se la sua accettazione può risultare difficile: i bambini potranno non accettare mai questa decisione.

Se il bambino è abbastanza maturo si può tentare di coinvolgerlo nella decisione per farlo sentire importante e rispettato.

Non è possibile dire ai figli della separazione senza calcolarne il responso emotivo.

Una separazione è come un lutto, deve perciò essere “digerita” con il tempo, è necessario dare al bambino il tempo di cui ha bisogno per concepire che cosa è successo.

In queste situazioni il bambino non deve mai sentirsi solo: le figure genitoriali devono accompagnarlo nel percorso di crescita e continuare a farlo anche in seguito alla separazione.

È molto probabile che successivamente si verifichino vari comportamenti a rischio, quali:

  • Disturbi a carico dell’attenzione;
  • Iperattività;
  • Deficit dell’attenzione;
  • Disturbi  del comportamento con il gruppo di pari o a scuola;
  • Impulsività.

È necessario mettere i bisogni del figlio al primo posto, non ci si deve dimenticare dei suoi eventi, né di fare un complimento per un bel voto a scuola e dare molta importanza alla comunicazione.

La casa famigliare è un nido ed un porto sicuro per il bambino: con la separazione avrà due case di riferimento.

È molto importante spiegare che anche se le abitudini cambieranno, il bene dei genitori resterà lo stesso così come il tempo ed il posto per lui.

Non ci si dovrà sorprendere della reazione del piccolo, che sarà spesso violenta, in cui il bambino cercherà di cambiare le cose.

Prevenire tale reazione è difficile ma una volta presentatasi è importante saperla gestire.

Il rischio può essere che uno dei due genitori usi e strumentalizzi il figlio nel rapporto con l’ex partner, o che ci si confidi, soprattutto in caso di adolescenti, distorcendo la realtà o la percezione che il figlio può avere dell’altro genitore.

È bene invece incoraggiare il piccolo a contattare l’altro genitore, a passare del tempo con lui, a fare le solite cose senza dover rompere le abitudini per forza.

Per aiutare il proprio figlio, l’atteggiamento migliore è di certo quello di collaborare e restare genitori: restare cioè una coppia genitoriale, nonostante la rottura del legame coniugale.

Continuare a fornire al bambino, allo stesso modo, cure, affetto, attenzioni, nonostante la rottura del legame coniugale.

Si può smettere di essere una coppia di innamorati ma non si smetterà mai di essere una coppia di genitori, sempre disponibili e impegnati a crescere il proprio figlio.

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