Il curricolo implicito nella scuola dell’infanzia: di cosa parliamo

Nella scuola dell’infanzia molto importante è il curricolo, in particolare il curricolo implicito.

Una delle responsabilità del coordinatore pedagogico è proprio quella di riflettere sul curricolo della scuola.

Le scelte pedagogiche e le azioni educative messe in atto, infatti, determinano proprio il curricolo.

Vediamo insieme cosa significa e di cosa parliamo 😉

Il curriculum rappresenta le fondamenta di tutto il pensiero e di tutte le scelte educative e pedagogiche di una scuola dell’infanzia.

Esso attraversa vari piani dell’esperienza scolastica, nello specifico:

  • Gli obiettivi cognitivi e le strategie dell’apprendimento;
  • I contenuti culturali e le attività didattiche;
  • Le metodologie dell’apprendimento;
  • Le strategie e le scelte organizzative.

Attraversando diversi piano dell’esperienza il curricolo ha diverse funzioni:

  • Didattica, in quanto itinerario di insegnamenti progettati;
  • Organizzativa, in quanto percorso in ambienti progettati, organizzati, in tempi pensati;
  • Relazionale, in quanto percorso di azioni svolte e realizzate insieme ad altri, in modo reciproco.

Dunque, il curricolo deve essere inteso come l’offerta di saperi essenziali e particolari insieme, cioè validi per tutti, ma allo stesso tempo specifici per ogni bambino.

E’ il programma che si adatta alla realtà della classe e di ciascuno dei suoi componenti (Penso, 2012).

Curricolo esplicito ed implicito

Nella scuola dell’infanzia possiamo dire che sono co-presenti, due modelli allo stesso tempo antitetici e complementari.

Da una parte, infatti, individuiamo un’educazione formale, un insieme di interventi a scopo formativo appositamente pensati, elaborati, strutturati e messi in atto dagli insegnanti.

Si tratta di azioni mirate, pensate, progettate, ad hoc, con proposte didattiche specifiche riferito ai cosiddetti campi di esperienza.

Tutti quegli apprendimenti specifici da intendere come le possibili esperienze di crescita intellettiva e culturale dei bambini lungo l’arco del loro sviluppo.

Dall’altra parte, invece, è presente un curricolo implicito, una pedagogia latente, informale.

Ad essa è dedicato gran parte del tempo ed è inserita nella vita quotidiana.

Il bambino apprende, in questo caso, osservando, imitando, aderendo ai modelli ed alle indicazioni (per lo più implicite) proposte dagli adulti o trasmesse e suggerite dal contesto ambientale nel quale egli si trova.

Quando si parla di “curricolo implicito” si fa riferimento al valore educativo che ha l’organizzazione degli spazi e dei tempi di una scuola.

E’ pedagogia in quanto condiziona scelte e suggerisce azioni ed è implicita perché non è visibile, espressa.

Anche se non visibile e non espressa, però, influisce e condiziona lo sviluppo dei bambini.

Il curricolo implicito

Quali sono le dimensioni del curricolo implicito?

Innanzitutto esso è costituito dagli spazi, dove si vive e si cresce e che parlano e raccontano la storia di una scuola, gli stili educativi, le scelte pedagogiche degli insegnanti.

E’ poi costituito dai tempi e dalla loro strutturazione che può essere più o meno affrettata o distesa e rispettosa dei ritmi dei bambini.

Dai materiali sia informali che strutturati da manipolare, esplorare ed ordinare.

Dalle routine, attività quotidiane che scandiscono il tempo di vita a scuola con regolarità e prevedibilità, eventi stabili e ricorrenti che nello scorrere della vita quotidiana, fatta di tante significative sequenze, restituiscono al bambino il senso della stabilità e della continuità.

Nei prossimi articolo affronteremo insieme tutti questi aspetti specifici del curricolo implicito.

Non perderti i nostri prossimi articoli 😉

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