Il cyberbullismo a scuola: l’aggressività e le nuove tecnologie

cyberbullismo a scuola

Abbiamo visto, negli articoli precedenti, come la diffusione delle nuove tecnologie, in particolare di Internet, è accompagnata da messaggi ambivalenti.

Da una parte si sottolinea la sua utilità per migliorare le pratiche quotidiane, dall’altra, invece, si enfatizzano i rischi implicati nel loro utilizzo.

Il maggiore di questi rischi è senz’altro rappresentato dal cosiddetto bullismo elettronico, meglio conosciuto come cyberbullismo.

In questo articolo approfondiremo il cyberbullismo a scuola, confrontandolo con il bullismo tradizionale, cercando di capire quali sono i fattori determinanti e le caratteristiche.

Le relazioni tra pari e i comportamenti antisociali

Le relazioni tra pari hanno una grande influenza sullo sviluppo, soprattutto durante l’adolescenza.

Influenzano, infatti, il benessere emotivo e l’integrazione sociale dell’individuo, anche a lungo termine.

Relazioni positive tra pari sono correlate ad un senso di identità positivo, ad un senso di valore, di fiducia e di autostima, oltre che allo sviluppo di competenze affettive.

L’identificazione con il gruppo gioca un ruolo cruciale durante l’adolescenza: i pari rappresentano infatti dei modelli significativi in grado di influenzare desideri, aspirazioni e comportamenti.

In adolescenza il gruppo dei pari può, allo stesso tempo, essere:

  • Un regolatore e mediatore dei processi di socializzazione, con funzioni protettive e promozionali;
  • Un amplificatore di rischio verso comportamenti antisociali e condotte delinquenziali.

Può, dunque, influenzare positivamente il benessere psicologico delle persone, ma può anche agire negativamente sfociando in comportamenti devianti e fenomeni di bullismo.

Ricerche mostrano che i comportamenti a rischio e antisociali possono assolvere le seguenti funzioni:

  • Trasgressione: la necessità di affermare la propria indipendenza e autonomia;
  • Identità: il tentativo di affermazione e sperimentazione di sé e delle proprie capacità attraverso forme e comportamenti vistosi;
  • Costruzione di un legame sociale con i pari: con comportamenti e atteggiamenti ritualizzati;
  • Fuga dalla realtà: per far fronte a disagi e conflitti:
  • Visibilità sociale: per essere notati e riconosciuti.

Tutte queste caratteristiche le ritroviamo anche nelle forme di bullismo.

Il bullismo tradizionale

Il termine bullismo è definito con quei comportamenti offensivi e/o aggressivi che, un singolo individuo o più persone in gruppo, mettono in atto, ripetutamente nel corso del tempo, ai danni di una persona con lo scopo di esercitare un potere sulla vittima.

In tale definizione è implicito il concetto di intenzionalità da parte dell’autore delle offese.

Le offese sono vere e proprie forme di abuso che creano disagio e un danno fisico o psicologico nelle vittime.

Caratteristica fondamentale è la predeterminazione e l’intenzionalità, così come la ripetitività nel tempo.

Le forme di bullismo possono essere:

  • Fisiche: botte, spinte, prepotenze fisiche;
  • Verbali: ingiurie, ricatti, intimidazioni, insulti, offese;
  • Indirette: manipolazione sociale con pettegolezzi fastidiosi e offensivi, l’esclusione sistematica di una persona dal gruppo.

L’aggressività indiretta può essere sia relazionale che sociale.

Quella di tipo relazionale danneggia i coetanei e consiste nell’escludere un compagno, nel ricattare la vittima e nel diffondere dicerie e maldicenze.

Invece, quella di tipo sociale, mira a danneggiare l’autostima di un altro o il suo status sociale, o entrambi.

Il bullismo elettronico

Gli adolescenti di oggi vivono anche in “mondi virtuali“, e non solo nei contesti reali, scolastici e extrascolastici, che diventano sempre più accattivanti con il progredire delle tecnologie.

Quella attuale è, a tutti gli effetti, la prima generazione di adolescenti cresciuta in una società in cui l’essere connessi rappresenta un dato di fatto, un’esperienza quotidiana ed inevitabile.

Per gli adolescenti di oggi, Internet rappresenta un contesto di esperienze e di socializzazione irrinunciabile: si usa per socializzare, cercare informazioni, discutere. condividere conoscenze.

Tuttavia, le nuove tecnologie celano anche un “lato oscuro”, il cosiddetto cyberbullismo.

Con tale termine si intende l’uso distorto e improprio che ne viene fatto per colpire intenzionalmente le persone indifese e arrecare loro un danno emotivo, facilitato dall’anonimato e dalla diffusione planetaria delle offese.

Le condotte di cyberbullismo a scuola rappresentano proprio un atto aggressivo, intenzionale, condotto da un singolo individuo, o un gruppo, usando varie forme di contatto elettronico, ripetuto nel tempo contro una vittima.

Il bullo può agire, ad esempio, pubblicando fotografie, video e informazioni private della vittima, spargendo maldicenze attraverso messaggi di testo con il cellulare o la posta elettronica.

Oppure attraverso atti di persecuzione con l’invio ripetuto di minacce, ma anche attraverso la denigrazione, che si verifica quando vengono pubblicati pettegolezzi e dicerie sulla vittima, con lo scopo di danneggiarne la reputazione e i rapporti sociali.

Tutti questi comportamenti aggressivi possono infliggere un danno psicologico immediato o a lungo termine alla vittima.

Caratteristiche e peculiarità

La peculiarità del cyberbullismo è strettamente legata all’utilizzo delle tecnologie negli atti aggressivi.

Considerare il bullismo elettronico come un’evoluzione del bullismo che si manifesta in ambienti “reali” è giustificato solo in parte.

L’elemento della ripetizione nel tempo degli atti aggressivi perpetuati dal bullo deve essere riconsiderato alla luce delle caratteristiche dell’ambiente virtuale.

Un solo episodio divulgato online può arrecare un potenziale danno alla vittima, anche senza la ripetizione nel tempo: il video su un blog è sempre disponibile, può essere visto da migliaia di persone in tempi diversi.

Non è quindi necessario che l’atto offensivo venga ripetuto dallo stesso aggressore nel tempo: una vasta platea di spettatori potrà comunque amplificare l’effetto dell’aggressione, con risultati devastanti per la vittima.

Un altro elemento da considerare è lo squilibrio di potere tra il bullo e la vittima, in quanto il mezzo elettronico non necessita di un potere mediato, ad esempio, dalla forza fisica.

Infatti, anche una sola persona, nel chiuso della propria stanza e senza particolari doti fisiche, può compiere atti di bullismo su un numero illimitato di vittime.

La reale disparità di potere tra la vittima e il cyberbullo deriva dall’anonimato dietro cui si cela l’aggressione, e quindi dall’impotenza e dall’impossibilità di fermare le aggressioni.

Nel bullismo elettronico avvengono due fenomeni paralleli:

  • Attaccare la vittima direttamente, sotto la maschera dell’anonimato;
  • Diffondere immagini, video, notizie, riguardanti la vittima, attraverso la Rete, ad un pubblico vastissimo.

Diventa quindi molto importante il “farlo sapere al mondo”.

Il vasto pubblico di spettatori diventa così uno strumento fondamentale che assume un ruolo di responsabilità attiva nei confronti delle vittime.

Il caso di Alice

Alice oggi ha 15 anni ma è dall’età di 11 anni che è vittima di comportamenti aggressivi da parte dei suoi compagni di classe.

E’ una ragazza molto sensibile, timida, introversa; si è sempre sentita a disagio per essere un pò in sovrappeso.

Va molto bene a scuola, prende buoni voti, risponde sempre alle domande dei professori.

Circa un mese dopo l’inizio della scuola comincia ad essere presa di mira da un bulletto con il suo gruppo: la disturbano con prese in giro e nomignoli, le lanciano palline di carta in aula, le rompono i quaderni, le svuotano o nascondono l’astuccio.

Questi comportamenti continuano per mesi, fino a peggiorare passando, come succede nella maggior parte dei casi, dal bullismo tradizionale a quello elettronico.

Un giorno, durante l’ora di educazione fisica, le scattano una fotografia che viene postata sui social network, con commenti denigranti e offensivi.

Alice ne soffre tantissimo, non vuole più andare a scuola, comincia a sentirsi inadatta e sbagliata.

Segue però il prezioso consiglio della sorella maggiore “Alice, più dimostri di essere vulnerabile, più loro continueranno, fagli vedere che sei superiore alle loro prese in giro e smetteranno, fidati”.

Dopo qualche tempo il gruppo smette di prenderla in giro e Alice comincia a riacquistare fiducia in sè stessa e autostima.

Oggi Alice frequenta il secondo anno di liceo: è più forte, socievole ed espansiva, va sempre bene a scuola, ha molte amiche e si sente parte della classe.

Noi possiamo aiutarvi ad affrontare questa situazione: contattateci o scriveteci!!

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