Inclusione e integrazione: la pedagogia interculturale

Quando parliamo di inclusione e integrazione non possiamo non parlare della pedagogia interculturale.

Cominciamo subito con una importante distinzione.

Multiculturale e interculturale

Il termine multiculturale indica una situazione in cui le diverse culture coesistono fra loro, senza occasioni di confronto, scambio, parità, reciprocità, incontro ed apertura.

Il termine interculturale, invece, indica una situazione di interazione e di integrazione fra le diverse culture, caratterizzata da pluralismo culturale, incontro e confronto democratico.

L’intercultura, infatti, presuppone l’idea e l’impegno a ricercare forme, strumenti ed occasioni per sviluppare un confronto e un dialogo costruttivo e creativo.

E’ un concetto dinamico che vuole presupporre l’idea e l’impegno di sviluppare un dialogo costruttivo e creativo nonché un reale confronto.

Valorizzare le differenze senza annullarle!

Il tutto attraverso una scambio attivo che porta al rispetto reciproco.

Ad impedire la costruzione di una società disponibile al confronto e allo scambio culturale, bloccandola alla dimensione multiculturale, vi sono sia atteggiamenti contradditori di apertura e chiusura da parte dei gruppi di immigrati, sia resistenze messe in atto dalla popolazione autoctona.

Passare ad una società interculturale richiede necessariamente un progetto pedagogico.

Un progetto cioè finalizzato alla costruzione e allo sviluppo di un pensiero aperto e flessibile, problematico ed antidogmatico, capace di decentrarsi dai propri riferimenti mentali e morali, per riconoscere e comprendere le differenze e le analogie con le altre culture.

In tal senso l’inter della parola interculturalità sta a designare non soltanto un’istanza di comparazione, ma bensì un’esigenza di reciproca solidarietà nel costruire, insieme, progetti di convivenza democratica.

Le culture hanno bisogno di interrogarsi sui propri aspetti, di confrontarsi e di arricchirsi di elementi innovativi 😉

Oggi l’interculturalità rappresenta il più alto grado di civilizzazione e va perseguita, nella società e nelle scuole.

Inclusione e integrazione

Molto spesso si tende anche a confondere il termine inclusione con quello di integrazione.

L’integrazione è un processo basato principalmente su strategie per portare l’alunno “diverso” ad essere quanto più possibile simile agli altri.

Alla base di tale prospettiva rimane un’interpretazione della disabilità come problema di una minoranza, a cui occorre dare opportunità uguali a quelle degli altri alunni.

Nell’integrazione l’azione si focalizza sul singolo soggetto.

L’inclusione, invece, si basa sul riconoscimento della rilevanza della piena partecipazione alla vita scolastica da parte di tutti i soggetti e della valorizzazione delle differenze e peculiarità di ciascuno.

Ogni alunno è portatore di una propria identità e cultura, di esperienze affettive, emotive e cognitive: peculiarità che devono essere valorizzate.

In questo senso, l’inclusione non va pensata come un modo di “normalizzare il diverso”, bensì come un modo per ripensare i nostri ambienti di apprendimento e renderli più fruibili per quella stessa “normalità” per cui sono stati concepiti.

Fondamentale per un’efficace inclusione è la valorizzazione di tutte le differenze!

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