Introduzione alla capacità genitoriale: per una definizione

Famiglia e genitorialità

In questo articolo verrà introdotta la definizione di capacità genitoriale, toccando tutti i suoi principali aspetti.

Diverse sono le discipline che trattano tale definizione: dalla psicologia alla pedagogia, dalla giurisprudenza alla criminologia.

Ma quando si pone il problema di indagare la competenza genitoriale? Differenti possono essere gli ambiti interessati, ad esempio in caso di conflitto tra coniugi, laddove può porsi necessario un giudizio su quale affidamento predisporre per il minore.

Non solo! Tale competenza va valutata anche nei casi in cui una coppia prende in considerazione l’idea dell’adozione di un bambino, o in caso di reati intrafamiliari come la violenza privata o i maltrattamenti.

Da un punto di vista legale è importante citare la Legge 28 marzo 2001, n. 149 nella parte in cui, all’Art. 1 sancisce il diritto del minore di crescere ed essere educato nell’ambito di una propria famiglia.

Qualsiasi bambino, in qualsiasi condizione, ha il diritto a vivere e a crescere inserito all’interno di una rete di protezione e sicurezza dunque, all’interno della quale il ruolo dei genitori si rivela fondamentale.

Nel definire la competenza alla genitorialità diversi sono i fattori da prendere in considerazione.

Flessibilità ed empatia fanno parte delle variabili necessarie, in cui possiamo fare rientrare i seguenti atteggiamenti:

  • Dare la priorità ai problemi di sviluppo più seri
  • Riconoscere i segnali di difficoltà del bambino
  • Modulare i propri obiettivi di crescita passo dopo passo

Per una buona prassi, i genitori non dovrebbero crescere dei piccoli geni perfetti in tutto, pretendere ottimi voti in tutte le materie scolastiche, ottime prestazioni sportive, essere campioni da esempio per gli altri bambini.

È bene assistere i propri figli nelle loro scelte, ascoltare le loro richieste e modellare le proprie pretese e gli obiettivi a seconda delle capacità dei piccoli, delle loro predisposizioni naturali, delle loro passioni.

Non è solo nella prima infanzia ma piuttosto durante tutto l’articolato e difficile percorso di crescita del bambino che il genitore si pone come àncora o ostacolo, ed il suo comportamento è indicativo di una crescita sana e funzionale o di disadattamenti futuri nel piccolo.

Sapere riconoscere e gestire le emozioni del bambino è uno dei compiti dei genitori, i quali hanno il dovere di aiutare e sostenere il figlio nelle scelte di vita quotidiane in diversi ambiti, fino a condurlo ad una propria indipendenza.

La capacità genitoriale si fonda sul supporto fornito al bambino alle proprie crisi momentanee e sulla protezione dalle liti familiari che si possono presentare, favorendo nell’ambiente familiare sempre un dialogo costruttivo teso all’ascolto reciproco.

Ecco che genitorialità e responsabilità, in questo senso, diventano concetti assimilabili.

Tra alcune delle capacità genitoriali più rilevanti possiamo includere:

  • L’educazione del bambino, la quale nel tempo influisce nella formazione della sua personalità
  • Evitare di porre in essere atteggiamenti di trascuratezza non solo materiali, ma anche di attenzioni e di affetto
  • Fornire costantemente una rete di sostegno e di presenza nella vita del piccolo.

Il rinforzo positivo non è sempre un bene! In caso di capricci un ottimo consiglio è non rispondere con un comportamento troppo permissivo, ma nemmeno con uno troppo punitivo.

Ciò che è fondamentale è che il genitore sia in grado di accompagnare il figlio nel proprio percorso di crescita, conducendolo verso una propria autonomia, promuovendone uno sviluppo adeguato ed un inserimento ottimale nel contesto societario di appartenenza.

Ciò che bisogna fare intendere al bambino è l’intento del genitore di insegnare, guidare e non punire o umiliare. Una buona genitorialità si può esplicare secondo i seguenti punti:

  • Dialogare con il bambino in modo assertivo, sottolineando i propri stati d’animo a fronte dei suoi comportamenti: il piccolo imparerà ad associare ogni situazione ad una emozione
  • Non urlare né sgridare, piuttosto spiegare gli errori del piccolo e le proprie decisioni
  • Assumere in famiglia una linea educativa univoca e chiara, fornire regole chiare
  • Non essere minacciosi o imporre punizioni autoritarie. Le conseguenze di una disobbedienza devono essere sempre affrontate insieme in modo empatico e non giudicante.

Anche la trascuratezza è un pericolo da non sottovalutare!

Molte ricerche mostrano che le carenze di affetto e di cure che il genitore, soprattutto la madre, riservano al figlio, possono produrre nel piccolo uno sviluppo non funzionale e non armonico, fino a comportamenti disadattivi e devianti.

La cura del figlio si sostanza in cura materiale e cura emotiva, forme di trascuratezza possono includere l’indifferenza durante il pianto, l’allontanamento del bambino capriccioso, l’isolamento in caso di punizione, ma anche il disinteresse, la disattenzione nei confronti del piccolo e la distanza emotiva.

Come sottolineato da diversi studi sociologici, il modello genitoriale di riferimento influisce sugli schemi comportamentali che il bambino adotterà in futuro.

Nella consulenza, esprimendo un parere a riguardo, il tecnico valuta le risorse dei genitori e le risposte degli stessi ai bisogni specifici dei figli.

I criteri per effettuare una valutazione di genitorialità tengono conto di fattori di protezione e fattori di rischio che, in un contesto familiare, possono influire sullo sviluppo del bambino.

Diverse sono le discipline chiamate a fornire un giudizio su tali competenze.

La pedagogia e la criminologia in chiave di prevenzione di comportamenti a rischio si pongono come discipline a sostegno di una buona prassi genitoriale per promuovere un modello educativo consono ad uno sviluppo ottimale del bambino e dell’adolescente.

Saperi tecnici integrati sono necessari per considerare nella consulenza differenti aspetti della genitorialità: dalle qualità personali dei genitori, alle loro capacità relazionali e sociali, fino alle loro abilità emotivo-cognitive.

Concludendo, non è possibile fornire una definizione unica di capacità genitoriale, poiché come trattato, molti sono gli aspetti che la caratterizzano: tra essi protezione, sostegno, supporto, empatia.

 

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