La diversità spiegata ai bambini: alcuni spunti e consigli

la diversità spiegata ai bambini

Nei precedenti articoli abbiamo parlato della diversità e dell’importanza di educare i bambini a scuola, e a casa, al rispetto delle differenze.

Fondamentale, dunque, è spiegare ai bambini la diversità, in modo semplice e sincero.

Non siamo tutti uguali: ognuno di noi ha le proprie caratteristiche, peculiarità che lo rendono unico (per fortuna 😉 ).

Ed è proprio questo che dovete insegnare ai vostri figli: a vivere in un mondo pieno di diversità, a condividerle e a rispettarle.

La diversità spiegata ai bambini

I bambini notano le differenze: non accettano, infatti, tutto e tutti, senza porsi domande.

Sono, attenti osservatori e notano, come noi adulti, il colore della pelle, un difetto fisico, un comportamento che si discosta da quello che hanno la maggior parte delle persone.

I bambini percepiscono odori diversi, colori diversi, forme diverse.

Però non giudicano.

Fanno domande perché sono curiosi, e vogliono sapere: perché io sono bianco e lui è marrone? Perché io cammino e lui usa la carrozzina? Perché a casa mia non vive un papà e a casa sua sì?

Come parlare di diversità

Negare le diversità è una mancanza di rispetto nei confronti di tutti.

Rispondete alle domande che ti vengono poste in modo semplice e rispettoso, la comprensione dei bambini vi stupirà.

Iniziate con esempi in cui ci si possa facilmente immedesimare: tu hai tanti capelli mentre il nonno è pelato, tu hai due braccia e quel bambino con emiplegia ha un braccio solo funzionante.

Dalle differenze possono nascere opportunità.

Cercate di suggerire momenti di interazione: aiuta il tuo amico che usa solo un braccio a prendere la palla e lui ti mostrerà come allacciarti le scarpe con una mano sola.

Ricordate sempre ai vostri figli: è impossibile trovare due persone uguali!

Siamo tutti unici: diverso aspetto, diversi gusti, diversi modi di fare, diversi interessi e diverse abilità.

Come anticipato i bambini sono curiosi di natura, fanno un sacco di domande.

Rispondetegli sempre, usando un linguaggio adatto alla loro età.

Alcuni consigli

E’ fondamentale iniziare a parlare ai bambini di diversità e, allo stesso tempo, di disabilità, con la stessa naturalezza che usiamo per parlare di altre cose.

  • Parla a tuo figlio delle cose che bambini con o senza disabilità hanno in comune.

Parti da concetti facili da capire: hanno un naso e una bocca? Indossano una felpa coi personaggi preferiti? Gli piace il gelato oppure la focaccia? Hanno dei gusti proprio come te!

Guida la discussione per arrivare a bisogni meno materiali come amici, rispetto ed inclusione.

  • I bambini con disabilità possono fare moltissime delle cose che fanno gli altri bambini.

Magari ci mettono più tempo o hanno bisogno di un aiuto da parte di un ausilio o di un’altra persona.

Spiegaglielo con un esempio: forse anche tu hai bisogno degli occhiali (ausilio) per vedere meglio o di qualcuno più alto di te (un’altra persona) per prendere i giochi dalla mensola più alta.

  • Fingere che le diversità non esistano serve solo a creare confusione.

I bambini notano i particolari più incredibili, riconoscono tutti i personaggi dei cartoni che a noi adulti sembrano identici, credete davvero che non si accorgano che un altro bambino non cammini, non parli o che si comporti in modo diverso da loro?

Diverso significa uguale

In questo libro, Leone ha 6 anni e detesta mangiare i piselli. Gli piace camminare a testa in giù perché tutto sembra diverso.

Leone guarda il mondo da un’altra prospettiva e ci presenta i suoi amici.

Tutti bambini, tutti diversi, tutti uguali. Tutti come lui.

Uguali perché ognuno di loro ha una peculiarità: paraplegico, cieco, down, rifugiato, diabetico, con due papà.

Peculiarità narrate con la semplicità e la saggezza che solo i bambini hanno.

Altre volte invece la disabilità diventa il canale per acquisire super poteri, e così Agata, bambina diabetica, viene presentata come una lottatrice di wrestling con due penne speciali che evitano di far perdere tempo al suo pancreas.

E la prospettiva cambia. Cambia perché la diversità diventa un dettaglio, una peculiarità di ognuno dei personaggi di questo libro. Una peculiarità come le altre.

Questo libro, in maniera delicata e potente, sovverte il reale. O forse no.

Forse è il nostro sguardo a sovvertire il reale.

La domanda che sorge spontanea è quanto spesso la disabilità diventi il filtro attraverso il quale una persona viene giudicata.

Forse l’etichetta della disabilità è un costrutto comodo che utilizziamo per interpretare qualcosa di scomodo? Qualcosa nei confronti della quale non sappiamo reagire.

Questo libro è interessante perché mette sullo stesso piano disabilità, differenze razziali e culturali.

E lo fa senza paura, con la delicatezza del punto di vista dei bambini.

E’ proprio così che va affrontato con i bambini il tema della diversità.

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