La gestione della rabbia nei bambini: come aiutarli a comprenderla

gestione della rabbia nei bambini

In un precedente articolo abbiamo approfondito l’importanza e l’influenza delle emozioni sul nostro comportamento e sui nostri modi di agire, soprattutto nei bambini.

I bambini devono imparare a riconoscere e gestire la propria emotività, dando un nome a tutte le emozioni, accettarle ed imparare ad esprimerle.

Prima fra tutte la rabbia, in quanto emozione primaria e fondamentale.

La gestione della rabbia nei bambini, infatti, acquista una grande importanza nell’educazione e deve essere insegnata con l’aiuto e il sostegno dei genitori e degli educatori.

Cosa è la rabbia

E’ un’emozione primaria con una specifica origine funzionale, caratterizzata da manifestazioni espressive precise e prevedibili tendenze all’azione.

In quanto emozione primitiva può essere osservata anche nei bambini molto piccoli.

La rabbia, insieme alla gioia e al dolore, è una delle emozioni più precoci e fondamentali.

E’ un sentimento primordiale, determinato dall’istinto di difendersi per sopravvivere nell’ambiente in cui ci si trova.

E’, infatti, una delle emozioni innate: si mostra fin da subito ed ha una funzione adattiva.

La rabbia nei bambini

La rabbia è un’emozione importante per i bambini ed è parte integrante del loro percorso di crescita.

Come sostiene Winnicott, infatti, “crescere è di per sé un atto aggressivo“.

Basta osservare come i bambini si muovono con prontezza verso un giocattolo che suscita il loro interesse: lo afferrano con grinta e quando qualcuno prova a portarglielo via si ribellano con aggressività!

Nei bambini l’aggressività è una modalità comunicativa e di crescita che si trasforma e si evolve in relazione alle tappe evolutive dello sviluppo e pertanto deve essere valutata in relazione alla sua età.

Nel primo anno di vita l’aggressività del bambino è una modalità specifica sia di reagire alle frustrazioni sia di dare spazio alla tendenza esplorativa.

Spinte, morsi, lancio di oggetti, crisi di rabbia sono un tentativo per esplorare le relazioni e anche per verificare l’effetto che tali azioni suscitano sulle persone e sull’ambiente che circonda il bambino.

La rabbia è una parte integrante della prima infanzia, come l’imparare a camminare e a parlare, mostra che il bambino sta scoprendo il proprio Io.

Gli attacchi d’ira, infatti, lo aiutano a superare la frustrazione.

In età prescolare, invece, può derivare dall’incapacità del bambino di esprimere emozioni, desideri e bisogni in modo compiuto, oppure può esprimere un sentimento di inadeguatezza di fronte alle richieste che arrivano dal mondo esterno, di difficoltà ad accettare il proprio limite e a rispettare le regole.

La gestione della rabbia nei bambini

I bambini hanno tutto un loro modo di comunicare le emozioni ed è un errore fermarsi solo ed esclusivamente alla loro manifestazione finale e più evidente.

Capita spesso di sentirsi impotenti e disorientati di fronte alle sfuriate dei propri figli.

Non si sa bene come comportarsi e come riuscire a contenere quei momenti di rabbia e a calmarli.

E si viene assaliti da mille interrogativi e sensi di colpa: meglio accontentarli, ignorarli o sgridarli?

Effettivamente, lo sviluppo emotivo dei figli dipende soprattutto dai genitori, che dovranno affrontare con la massima tranquillità e attraverso il dialogo i problemi di ogni giorno.

Occorre però far capire al bambino che ci sono dei limiti e che le emozioni non devono diventare troppo violente nella loro espressione.

Calmare i bambini senza sgridarli

Innanzitutto, i bambini vanno aiutati a gestire i momenti di rabbia e aggressività con abbracci, carezze, sorrisi e parole gentili.

Uno dei modi migliori per calmare i bambini è proprio l’abbraccio, che è insieme contenimento e contatto e permette di placare l’agitazione procurata dall’eccesso di rabbia.

Il gesto affettuoso può essere accompagnato da parole dolci, con voce rassicurante e tranquillizzante.

In queste situazioni, infatti, la punizione o un tono di voce alto renderebbe il bambino ancora più incline a urlare, battere i piedi, lanciare incautamente oggetti.

La manifestazione motoria della rabbia di un bambino non va repressa: quando prova rabbia deve scaricarla e istintivamente lo fa con il corpo.

Va piuttosto aiutato a sfogare la tensione in modo sicuro e non dannoso per sé e per gli altri; ad esempio, incoraggiarlo a saltare velocemente sul posto, fare una corsa in cortile o lanciare per terra un cuscino.

Dunque, in un momento di collera, non bisogna chiedere al bambino di calmarsi: in quel momento non è in grado di farlo e comunque, probabilmente, lo farebbe infuriare ancora di più.

Le punizioni o le sgridate sono sempre controproducenti

È fondamentale evitare di rispondere ai comportamenti negativi dettati dalla rabbia con urla, punizioni, minacce e svalutazioni.

Il rischio sarebbe quello di rafforzare la rabbia e innescare nel bambino meccanismi che amplificano una percezione negativa di sé.

Inoltre, quando si verificano episodi di rabbia, non bisogna etichettare i propri figli come rabbiosi e irascibili, ma cercare di capire lo stato d’animo che si annida sotto quel comportamento.

Non bisogna, dunque, identificare i bambini con la loro rabbia e le loro reazioni impulsive.

Quando un bambino è molto arrabbiato, è importante stargli accanto: la presenza del genitore gli comunica che lo rispetta e comprende il suo stato d’animo.

Per favorire nei bambini le capacità di ascolto di sé e delle proprie emozioni, è importante parlare di quello che è successo e di cosa ha innescato la sua rabbia.

Affinché infatti i bambini imparino a regolare i propri stati d’animo e le relative manifestazioni, devono capire che l’espressione della rabbia è legittima.

Come tutte le altre emozioni, infatti, non deve essere inibita, ma ascoltata e gestita.

Può essere utile incoraggiarlo a identificare questa emozione in un personaggio in carne e ossa, ad esempio nella “Signora Rabbia che a volte arriva, mette tutto a soqquadro, ma poi va via.

Un altro modo molto utile per parlare della rabbia è leggere insieme libri e storie che abbiano per protagonisti dei personaggi arrabbiati, ce ne sono tantissimi 😉

Il bambino “manipolando” la rabbia, le sue espressioni e i suoi prodotti, apprende nuove informazioni su questa emozione e acquisisce consapevolezza emotiva.

La scatola della rabbia

Un modo molto funzionale e divertente che voglio consigliarvi è quello di costruire, insieme ai bambini, una vera e propria scatola della rabbia.

Costruirla insieme è fondamentale: il bambino deve personalizzarlo e sentire suo questo oggetto.

Poi deve scegliere un posto dove tenerlo: sulla scrivania, dentro l’armadio, sopra un mobile.

Un posto dove possa prenderlo ed utilizzarlo facilmente da solo senza dover chiedere aiuto a nessuno.

Il bambino ogni volta che si arrabbia, prende la sua rabbia, oppure un oggetto o un disegno che rappresenta la sua rabbia, e la mette nella scatola, chiudendola dentro.

Oggetti e disegni che poi potranno essere guardati insieme nei momenti di calma per cercare di parlare insieme di quello che ha provato.

Il potenziale educativo di questo gesto è immenso: il bambino incanala la sua energia distruttiva in un’azione costruttiva.

La scatola della rabbia non serve tanto per liberarsi della rabbia, piuttosto per aiutare il bambino a dare una forma alla sua rabbia e ad imparare a gestirla.

Se avete domande o avete bisogno di un sostegno più specifico nella gestione della rabbia dei vostri piccoli, non esitate a contattarci!

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