Tutoring tra pari: i pari possono svolgere il ruolo di tutor?

Oggi voglio parlarvi di tutoring tra pari.

Ne conoscete il significato?

Un bambino più esperto decide di istruire e guidare un altro bambino, con l’obiettivo di portarlo ad un livello di competenza simile al proprio.

In un precedente articolo vi ho parlato dell’educazione tra pari e dell’importanza delle relazioni tra pari nello sviluppo e nella crescita dei bambini. Ecco il link 😉

I bambini si aiutano reciprocamente per risolvere i problemi, anche nello studio e nelle situazioni di apprendimento.

In questo senso, infatti, il tutoraggio tra pari è proprio un’attività di sostegno allo studio portato avanti da uno studente nei confronti di un proprio coetaneo.

Indice dei contenuti

Il tutoring tra pari

Il peer tutoring è una metodologia che se applicata correttamente è estremamente efficace per l’apprendimento dei ragazzi!

In particolare è molto adatta se uno studente tende a provare emozioni negative nel confronto quotidiano con gli adulti.

Dunque, per uno studente può essere estremamente benefico l’essere affiancato nello studio da un coetaneo, in modo che lo studio possa risultare più gradevole e che il momento dell’apprendimento scolastico abbia meno emozioni negative.

Il ragazzo che fa da tutor utilizzerà molto probabilmente un linguaggio, esempi e modalità comunicative più semplici da comprendere per lo studente rispetto a quelli utilizzati dagli adulti.

L’attività di peer tutoring non è benefica solo per chi riceve il tutoraggio…ma anche per chi lo offre!

Alcuni dei vantaggi per i peer tutor possono essere:

  • Di tipo scolastico, per consolidare le conoscenze già acquisite e colmare qualche lacuna;
  • Di sviluppo personale, per potenziare l’autostima e la fiducia in sé o per affinare alcune abilità sociali.

Spiegare è uno dei modi migliori per imparare 😉

I vantaggi

La maggior parte degli studi sul tutoraggio tra pari ha dato risultati positivi.

I bambini traggono grande vantaggio dalla guida di un compagno, anche quando la differenza di età tra i due è minima.

Inoltre, lo scambio è proficuo anche per il bambino più esperto.

Per essere realmente efficace però devono esserci alcune condizioni.

Non è sufficiente, infatti, stare in compagnia di un pari più esperto per progredire.

Nei casi, ad esempio, in cui il più esperto comprende il problema meglio del partner meno competente, ma non a fondo, il processo di istruzione potrebbe essere negativo.

Allo stesso modo, se il tutor domina e non concede abbastanza spazio all’altro è probabile che quest’ultimo non ne tragga gran beneficio.

Chiaramente, i tutor bambini devono adottare alcune strategie per essere efficaci nella loro funzione di istruire, ad esempio:

  • Mostrarsi sensibili nei confronti degli sforzi dei loro partner;
  • Fornire il feedback al giusto livello;
  • Adeguare le direttive all’abilità dell’apprendista di interiorizzarle.

Bibliografia

Shaffer Rudolph H, Psicologia dello sviluppo un’introduzione, Raffaello Cortina Editore, 2004

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