L’educazione affettiva come educazione alla vita: strategie e consigli

L’educazione affettiva è un compito molto importante che spetta  alla famiglia, alla scuola e alla società intera.

Sappiamo che il primo gruppo sociale del bambino è la famiglia, dopo di che c’è la scuola.

L’educazione affettiva è centrale nello sviluppo dell’essere umano fin dalla sua infanzia.

Piaget, uno dei più importanti psicologi dell’età infantile, considera essenziale ai fini dell’apprendimento l’interazione fra lo sviluppo dell’affettività e quello delle funzioni intellettuali già dal periodo preverbale. 

Il bambino, in quanto “essere sociale”, già dai primi mesi di vita inizia a sviluppare competenze interpersonali, come:

  • Decifrare segnali sociali ed emozionali;
  • Ascoltare;
  • Mettersi dal punto di vista dell’altro;
  • Capire quale comportamento sia accettabile in una situazione.

L’importanza dell’educazione affettiva

La preadolescenza e l’adolescenza sono periodi di grandi cambiamenti.

Il preadolescente e l’adolescente vivono di estremi, possono sentirsi esaltati, eccitati, profondamente incompresi, tristi o arrabbiati, e l’oscillazione tra questi estremi è veloce, repentina, senza controllo.

Questo fluttuare è tipico di questa fase di vita, in quanto, nel preadolescente e nell’adolescente
convivono polarità opposte come la spinta verso l’autonomia ed il bisogno di sentirsi dipendenti.

Questo è il momento in cui si fanno le prove di un’identità indipendente ed è quindi necessario investire al di fuori della sfera familiare, cercando altrove modelli da imitare.

Molto importante, dunque, in questa fase è proporre progetti di educazione affettiva in grado di:

  • Aiutare i ragazzi e le ragazze preadolescenti a vivere in modo consapevole e sicuro le relazioni
    interpersonali, l’affettività e la sessualità nel pieno rispetto di se stessi e degli altri;
  • Favorire l’accesso ad una capacità introspettiva di ascolto e riflessione su di sé;
  • Rassicurare i preadolescenti di fronte alle incertezze della crescita fornendo loro la possibilità di
    confrontarsi sui delicati temi dello sviluppo sessuale ed affettivo;
  • Affrontare i temi dell’innamoramento e dei diversi modi in cui si possono vivere le esperienze
    affettive in adolescenza;
  • Esplorare gli aspetti legati alla costruzione della propria identità e della sessualità.

L’intelligenza emotiva

L’intelligenza emotiva, secondo lo psicologo statunitense Goleman, è costituita da precise abilità emozionali quali l’autoconsapevolezza, la capacità di identificare, esprimere e controllare i sentimenti, la capacità di frenare gli impulsi e rimandare la gratificazione, la capacità di controllare la tensione e l’ansia.

Prevedere momenti in cui bambini e ragazzi possono condividere emozioni e stati d’animo crea rispetto e fiducia nell’altro che accoglie.

Diventano, quindi, occasioni importanti per de-costruire vecchi e nuovi stereotipi e conoscere e valorizzare le differenze.

L’educazione affettiva, in questo senso, vuol dire anche educare alle differenze di genere.

Il riconoscimento delle differenze di genere può produrre un’apertura sulle differenze e sulla capacità relazionale che è anche capacità di convivenza.

Ecco alcuni esempi di alcune attività di educazione affettiva per insegnanti di scuola primaria e secondaria.

Il circle time

Il tempo del cerchio è lo strumento principale dell’educazione socioaffettiva che aiuta a:

  • Facilitare la conoscenza reciproca e la comunicazione;
  • Stabilire un clima di classe favorevole;
  • Stimolare l’assunzione di responsabilità;
  • Valorizzare le risorse e le differenze individuali;
  • Educare all’uguaglianza e alle pari opportunità di genere.

Parola d’ordine: sedie in cerchio e via all’ascolto reciproco 😉

Come funziona?

La comunicazione avviene secondo regole condivise, finalizzate a promuovere l’ascolto attivo e la partecipazione di tutti.

Molto utile è stabilire che i turni di parola siano ritualizzati dal passaggio di un oggetto!

Prima di concludere il circle time, è fondamentale che l’insegnante faccia una restituzione dei contenuti emersi, mettendo in evidenza gli elementi importanti e valorizzando i vissuti emotivi di ciascuno rispetto all’attività svolta.

Potrebbe interessarti...

Lascia un commento

×