L’educazione affettiva come educazione alla vita: l’importanza delle relazioni

L’educazione affettiva ha un ruolo molto importante nella crescita e nello sviluppo di bambini e adolescenti.

Ma cosa intendiamo quando parliamo di questa educazione?

Per educazione affettiva si intende quella parte del processo educativo che si occupa di atteggiamenti, sentimenti, credenze ed emozioni delle persone.

Implica, infatti, un’attenzione per lo sviluppo personale e sociale degli allievi, per la promozione della loro autostima, nonché per la dimensione interpersonale e alle capacità sociali.

In questo senso, possiamo dire che unisce la parte di emozioni e sentimenti alla parte sociale e interpersonale.

Abbiamo già trattato lo sviluppo emotivo, vediamo ora invece l’importanza dello sviluppo sociale in riferimento alla creazione di relazioni.

Creare le relazioni

Crescere è un processo che possiamo illustrare come una serie di compiti evolutivi che si presentano a varie età e che i bambini devono affrontare con l’aiuto delle persone che si prendono cura di loro.

Instaurare relazioni è uno dei compiti più vitali dell’infanzia ed è uno dei primi a comparire.

La costruzione delle relazioni è una questione che dura tutta la vita.

Pensiamo a tutte le relazioni che un bambino instaura: con i genitori, con i fratelli e le sorelle, con i nonni, con gli insegnanti, con i pari.

Ogni relazione è così ricca, complessa e sottile.

Nelle relazioni, infatti, il bambino fa le sue prime incursioni nel mondo esterno, identifica gli aspetti più significativi e sviluppa modalità di considerare se stesso in relazione al mondo.

La prima esperienza di relazione

La prima esperienza di relazione dei bambini ha luogo nella famiglia.

Questo gruppo è il contesto fondamentale all’interno del quale la maggior parte dei bambini viene introdotta alla convivenza sociale.

Qui, infatti, vengono acquisite le regole di comportamento interpersonale.

Facciamo però un passo indietro.

Che cos’è una famiglia?

I notevoli cambiamenti sociali che si sono registrati a partire dalle metà del ventesimo secolo nella società occidentale hanno messo fine all’ideale tradizionale di famiglia.

Il matrimonio non è più considerato un requisito essenziale della vita familiare; il tasso di divorzi è drasticamente aumentato; le famiglie monogenitoriali sono molto comuni.

Quanto questi fattori possono influenzare lo sviluppo dei bambini?

Dall’esame di tutti gli studi sull’influenza delle caratteristiche della famiglia sullo sviluppo dei bambini emerge chiaramente che:

la struttura della famiglia ha un ruolo molto meno significativo rispetto al suo funzionamento.

Si è, dunque, riscontrato più volte che le variabili strutturali esercitano un’influenza limitato sul risultato psicologico dei bambini.

La natura umana è flessibile e può svilupparsi in maniera soddisfacente in una vasta gamma di strutture familiari.

E’ molto più importante la qualità della relazione che intercorre tra qualunque individue che compone l’ambiente domestico.


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