Figli adottivi e gli altri: i parenti, gli amici, la scuola

figli adottivi

Quando sono in arrivo figli adottivi, non ci è possibile sapere quali saranno le reazioni dei nostri amici e parenti, al nostro annuncio.

Potrebbero giudicarci, allontanarci o accogliere il piccolo ed essere felici per noi.

Purtroppo anche persone che abbiamo sempre ritenuto comprensive, possono somministrarci dubbi e perplessità, sconsigliarci di intraprendere questo percorso e preferirne altri, come la fecondazione assistita.

La reazione dei parenti

Gli zii, i cugini, i futuri nonni, possono accogliere i figli adottivi con serenità, permettendogli a sua volta di inserirsi e di sentirsi amati in famiglia, oppure restare scettici.

Come in ogni famiglia, anche in quelle adottive si verifica che, se vi sono problemi relazionali preesistenti tra nonni e genitori, anche i figli finiscono per risentirne, anche se si tratta sempre di problemi antecedenti all’adozione.

Se esiste questo stato di tensione è bene provare a mitigarlo, in modo da preparare un ambiente sereno e disteso per l’arrivo del piccolo adottato, che si troverà catapultato tra persone nuove di cui dovrà imparare a fidarsi.

La presenza di fratellini o sorelline è un’altra importante sfida: questi devono, infatti, essere sempre rassicurati in merito al fatto che l’affetto nutrito e dimostrato nei loro confronti non cesserà con l’arrivo dei figli adottivi.

Il timore che i genitori possano amarli di meno, il rischio di perdere le attenzioni, di essere considerati e stare al centro dell’attenzione appartiene a tutti i bambini che aspettano un fratello o una sorella.

In questo senso la comunicazione e il dialogo si rivelano fondamentali.

Portare con sé, nel lungo percorso dell’adozione, i propri figli naturali, equivale a renderli partecipi di quella che sarà l’attesa di un evento meraviglioso, condiviso da tutta la famiglia.

Tra figli naturali e figli adottivi si può scatenare la gelosia: con l’arrivo di un fratello, che sia di sangue o adottivo, è naturale nutrire questo sentimento.

Le conseguenze del sentimento di gelosia possono manifestarsi con capricci, pianti, liti, che devono essere prontamente gestite dal genitore in modo comprensivo.

Tale stato d’animo deve essere affrontato dal genitore, che ha il compito di dialogare e comunicare in modo positivo e costruttivo con i bambini, nella loro importante fase di sviluppo, rivelando la sua capacità genitoriale.

Sbagliato è l’atteggiamento di svalutare e paragonare i bambini tra loro: premiare uno più bravo a discapito dell’altro messo in punizione, costituirebbe una “gara” tra i due aumentando la conflittualità.

È proprio di fronte a queste sfide che i piccoli cominciano a studiare i modelli proposti dai loro genitori, dalle loro figure di riferimento, con le quali crescono e da cui assorbono le esperienze e le fanno proprie.

La conflittualità alimentata dai genitori con strategie educative sbagliate può segnare il rapporto tra fratelli anche in età adulta, spesso anche in modo definitivo.

Bambini adottati e la scuola

L’ingresso nel mondo dei pari e della scuola è una sfida altrettanto impegnativa che ancora una volta spetta ai genitori adottivi.

Presentare il nuovo arrivato agli amici, ai parenti ed ai futuri compagni di scuola è una delle fasi più delicate e necessarie per creare attorno al piccolo una rete di accettazione ed affetto importante.

È sempre bene non lasciare il bambino solo ad affrontare le domande e le questioni poste dai propri pari, a scuola, in merito alla propria situazione di adottato, con il rischio di farlo sentire diverso dagli altri.

Al giorno d’oggi la famiglia non si presenta più come una organizzazione rigida ma essa è il posto in cui c’è amore ed accoglienza per tutti.

La famiglia può essere formata da amici stretti, colleghi di lavoro a cui vogliamo bene, figli naturali, in affido, adottati, figli del partner.

I compagni di scuola non sono sempre preparati dalle proprie famiglie di origine ad accogliere un nuovo compagno, accettando e comprendendo la sua provenienza, vista come estranea al nucleo famigliare.

Spiegare l’adozione ad un pari non è facile, è un passaggio che necessita l’aiuto ed il sostegno degli adulti, siano la famiglia o gli insegnanti a scuola.

La curiosità può favorire il dialogo e la scoperta ma può anche spaventare, in certi casi. Alcuni bambini potrebbero prendere di mira il nuovo arrivato e colpirlo nella sua diversità per sentirsi superiori ed affermarsi nel gruppo di pari.

Il ruolo degli insegnanti si rivela importante nel sostenere i bambini nelle classi, facendo lavorare i bambini insieme per favorire l’integrazione dei ragazzi nuovi arrivati.

Non è necessario ottenere il consenso di tutti i nostri amici e parenti quando prendiamo una decisione importante per noi e per il nostro futuro.

Come in tutte le cose sarebbe bello essere appoggiati, ma se così non fosse dovremmo imparare ad accettarlo e proseguire per la nostra strada.

Evitare di portare rancore e di arrabbiarsi è dunque consigliato, l’emotività può condurre a situazioni non chiarite che si protraggono nel tempo e non contemplano soluzioni.

Prima dell’arrivo del bambino è sempre meglio educare, a nostra volta, le persone che ci circondano, spiegando le nostre motivazioni e fornendo alcune accortezze sulla situazione.

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