I disturbi comportamentali e psicologici nei bambini adottati

bambini adottati

L’adozione costituisce un momento, o per meglio dire un percorso, molto delicato e problematico per i genitori ma soprattutto per i bambini.

Per i genitori può essere fonte di dubbi e preoccupazione, di instabilità e debolezze, sia prima che dopo la scelta dell’adozione.

Per i bambini invece può rappresentare un momento di grande transizione, di incertezza, di instabilità, e può essere fonte di disturbi di varia natura.

Disturbi comportamentali e psicologici dei bambini adottati

I bambini adottati possono infatti manifestare maggiormente, rispetto ai bambini non adottati, disturbi o problemi comportamentali e psicologici.

Disturbi che tendono a manifestarsi nella fase evolutiva “problematica” per eccellenza: la fase adolescenziale.

In questo senso, sono numerose le ricerche relative ai disturbi dei bambini adottati in relazione a questo particolare periodo.

Differenze medie standardizzate mostrano che gli adolescenti adottati sono più a rischio nei seguenti settori:

  • Riuscita scolastica e problemi a scuola;
  • Abuso di sostanze (droga o alcol);
  • Benessere psicologico;
  • Salute fisica, menzogne e liti con i genitori.

Le differenze tra gli adolescenti adottati e non sono maggiori se si considerano come variabili il sesso maschile, gli adolescenti più giovani o più anziani, gli adolescenti che vivono in case famiglia o con i genitori di basso livello di istruzione.

In maggior misura quindi gli adolescenti adottati hanno più problemi di vario genere, emotivi e comportamentali, rispetto ai loro coetanei non adottati.

Ciò è confermato anche dalla letteratura relativa all’adozione nazionale ed internazionale.

I figli adottivi, infatti, presentano più difficoltà rispetto ai loro coetanei non adottivi in diverse aree:

  • La regolazione emotiva;
  • Area relazionale;
  • L’adattamento sociale;
  • L’apprendimento.

Alcuni tra disturbi maggiormente presenti sono: disturbi della condotta e disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD).

In alcuni casi può presentarsi anche un vero e proprio disturbo dell’attaccamento, accompagnato da trascuratezza e deprivazione, mancanza di soddisfazione di bisogni emotivi e di conforto.

La loro predisposizione a tutte queste problematiche è da ricondurre di certo alle esperienze negative che hanno vissuto all’interno della famiglia biologica.

Infatti, l’impatto con esperienze traumatiche in età precoce può avere un’influenza negativa sulla persona e sulla sua organizzazione psicologica.

Genitori adottivi: cosa sapere

Innanzitutto, il genitore adottivo deve essere consapevole e pronto ad affrontare le difficoltà che inevitabilmente si presenteranno.

L’adozione è una vicenda diversa dalla “normale” procreazione, perché prima di essere adottati tutti i bambini vivono esperienze di separazione, perdita e abbandono.

Le esperienze dolorose e le carenze affettive hanno una forte incidenza sul bambino.

Le conseguenze immediatamente riscontrabili e più frequenti sono:

  • Tratti depressivi con sensi di colpa;
  • Cattiva capacità a controllare le tensioni;
  • Grande fragilità emotiva;
  • Profonda sfiducia in sé e negli altri.

Per questo nel bambino adottato sono abbastanza frequenti: crisi d’identità, difficoltà di apprendimento, manifestazioni fobiche, tendenza all’isolamento.

In questo senso, il genitore adottivo deve avere una costante disponibilità, deve essere sempre pronto a fronteggiare questi problemi rassicurando, valorizzando e confermando il proprio amore.

Nel minore c’è un prima, solitamente doloroso, privo di affetto e cure che spesso è rimosso per difendersi, e un dopo cioè la nuova vita.

Un bambino adottivo sarà molto diverso da noi, e bisogna fare di questa diversità un punto di forza: accettare le sue origini, cultura e paese di provenienza.

L’adozione è sempre un atto d’amore che richiede una grande capacità di donarsi e non la soddisfazione di un bisogno di essere genitore a tutti i costi.

L’adozione ha, infatti, successo solo se il bisogno della coppia si trasforma in forte e sincero desiderio di dare amore.

È fondamentale in una situazione adottiva parlare sempre chiaramente, tirare fuori i propri sentimenti e sensazioni: il bambino deve sentirsi libero di esprimersi.

A volte però possono non essere sufficienti l’amore e la volontà, perché i problemi possono risultare ingestibili.

Con il supporto e la giusta preparazione, l’adozione può trasformarsi in un’esperienza unica e meravigliosa, che regala immense gioie e felicità.

Come preparare i genitori adottivi

Le problematiche psicologiche e comportamentali, grazie all’accoglienza in famiglia, possono ridursi notevolmente almeno dopo un anno di permanenza in famiglia.

La famiglia adottiva, se ben preparata, può rappresentare un fattore di resilienza nel difficile percorso di vita di questi minori.

Vi è dunque la necessità di accompagnare da subito la creazione di legami familiari adottivi promuovendo interventi di sostegno e aiuto precoci, per leggere in tempo i segnali di disagio. 

Programmi di informazione e preparazione dei genitori adottivi possono aumentare il senso di autoefficacia genitoriale e le abilità nel fronteggiare i comportamenti più difficili.

In questo senso, fondamentale risultano l’accompagnamento e il sostegno nell’adozione, da parte di un esperto pedagogista, in grado di sostenere la famiglia adottiva in tutto il percorso.

Potrebbe interessarti...

Lascia un commento

×