La media education a scuola: buone pratiche e strategie didattiche

media education a scuola

Nell’articolo precedente abbiamo introdotto la Media Education a scuola in tutti i suoi aspetti teorici e formativi, spiegando la sua importanza e le sue peculiarità.

Ora invece entriamo nel vivo dell’argomento fornendovi consigli, buone pratiche e strategie didattiche per proporre l’educazione ai media a scuola.

Il fondamentale scopo della scuola è proprio quello di promuovere un ruolo attivo e un atteggiamento critico negli studenti e formarli anche alla competenza mediale.

Per fare ciò occorre una progettazione mirata, competenze specifiche ed una conoscenza ampia dell’argomento da parte degli insegnanti, ma anche dei genitori, per garantire un’educazione parallela scuola-famiglia.

Perché insegnare la Media Education a scuola

Innanzitutto, per l’attuale consumo di media: i mezzi di comunicazione sono una parte fondamentale ed innegabile dell’ambiente culturale di ciascun individuo, compresi i bambini e gli adolescenti.

Significativo non è soltanto il volume di saturazione prodotto dai media, ma anche il ruolo di queste influenze sociali nella comprensione del mondo e nella costruzione del senso d’identità.

I bambini sono continuamente esposti ed influenzati dalle informazioni che ottengono dalle nuove tecnologie e ciò può portare a conseguenze molto negative, anche al cyberbullismo.

Ciò che possiamo fare è incoraggiarli a decostruire i testi mediali per analizzare, indagare e giudicare i valori trasmessi, sia quelli manifesti sia quelli nascosti.

In secondo luogo, perché l’approccio pedagogico della Media Education valorizza alcuni principi fondamentali per l’educazione, quali:

  • L’educazione alla cittadinanza e alla partecipazione attiva;
  • L’apprendimento centrato sul bambino;
  • L’imparare ad imparare;
  • L’apprendimento di tipo trasversale.

Dunque, è un approccio non autoritario, orientato all’azione, basato sui processi, cooperativo e caratterizzato da un clima che consente di prendere decisioni su basi democratiche.

Promuove un esercizio critico da parte del bambino ponendolo al centro del suo apprendimento, e non in una posizione subalterna.

Favorisce la motivazione degli studenti attraverso un insegnamento significativo e piacevole, per stimolare la loro naturale curiosità e criticità, mettendo in discussione le loro conoscenze e credenze.

Aiuta i bambini ad imparare a imparare, ovvero aiutarli ad indagare e riflettere e a pensare da soli.

E’ un approccio che cerca di generare l’atteggiamento interrogativo, accompagnato dal dialogo e dal pensiero critico.

Possiamo così affermare che la Media Education persegue le stesse finalità della scuola: formare cittadini autonomi, critici, democratici e responsabili.

Per tutti questi motivi è così importante.

Un curricolo di Media Education

L’educazione ai media deve essere intesa come insegnamento di tipo trasversale, in quanto non vuole ottenere un posto a sé nel programma scolastico.

I media possono, e devono, essere pensati come trasversali al programma, come elementi imprescindibili e come dimensione aggiuntiva, valorizzante e ispiratrice.

In questo senso, l’educazione ai media dovrebbe essere inclusa come curricolo trasversale a tutte le discipline di insegnamento, per incrementare e migliorare l’insegnamento e l’educazione.

Deve essere garantita agli studenti con sistematicità e continuità da insegnanti interessati e capaci, e non in modo estemporaneo, sporadico, nelle ore di laboratorio.

Il passo da compiere, dunque, è quello di passare da una programmazione per singoli laboratori alla progettazione di un curricolo di Media Education, cosa che richiede uno sforzo di riflessione e progettazione.

Per fare ciò occorre:

  • Riflettere su quali siano le competenze necessarie oggi per vivere da cittadini nel mondo dei media;
  • Pensare a quali attività educative siano necessarie per sviluppare tali competenze in maniera completa e organica;
  • Disporre tali attività in ordine logico lungo i diversi anni di scolarità, in modo che la competenza mediale vada di pari passo con la crescita e con le altre esperienze di apprendimento offerte dalla scuola.

Così facendo sarà possibile accrescere la confidenza dei bambini con i linguaggi e le tecnologie dei media.

Le buone pratiche dell’educazione ai media

I percorsi di Media Education, intesi come l’esperienza di accompagnamento dei bambini all’incontro e alla scoperta dei media, richiedono una grande complicità tra pedagogisti, educatori, insegnanti e genitori.

Per una concreta, positiva ed efficace realizzazione dei percorsi, è necessaria un’attenzione organizzativa e relazionale che ne permetta e ne agevoli l’attuazione.

A questo fine vengono di seguito riportate alcune “buone pratiche“, ampiamente sperimentate e irrinunciabili, che potete utilizzare nella realizzazione dei vostri percorsi di insegnamento ai media a scuola.

  1. E’ una partita da giocare in squadra: deve costituirsi un gruppo docenti, in cui ognuno possiede un ruolo e competenze specifiche, dove regna la collaborazione e la condivisione per perseguire uno scopo comune;
  2. Il Dirigente Scolastico deve promuovere, agevolare e stimolare l’attuazione del curricolo di Media Education;
  3. E’ necessario definire chiaramente tempi e spazi per la realizzazione delle attività;
  4. Fondamentale è la documentazione dell’esperienza e la sua valutazione;
  5. Così come la condivisione con i genitori, per favorire una costruttiva collaborazione scuola-famiglia;
  6. E’ opportuno che gli studenti tengano un loro quaderno di Media Education, nel quale raccogliere tutti i materiali, le informazioni e le riflessioni, per raccogliere i saperi e le pratiche;
  7. Ogni percorso prevede un prodotto di comunicazione (cartaceo, filmico o digitale) che deve essere condiviso con la comunità scolastica: deve essere socializzato.

Queste buone pratiche possono rivelarsi di grande utilità agli insegnanti che intendono avventurarsi in questo terreno.

L’importante è avventurarsi convinti negli obiettivi, consapevoli dei contenuti, organizzati nelle pratiche, mantenendo vivo lo spirito di scoperta e di novità.

Le strategie didattiche

Una strategia didattica è l’applicazione di un insieme di azioni intenzionali, coerenti e coordinate, volte al raggiungimento di un obiettivo educativo.

Non ha però soltanto l’obiettivo di raggiungere lo scopo prefissato, ma anche di farlo bene: deve cioè essere efficace per quella situazione specifica.

Per quanto riguarda la Media Education, le strategie didattiche devono trovare un equilibrio tra pratiche trasmissive della conoscenza e forme di costruzione sociale dei messaggi del sapere.

Nell’uso quotidiano i media sono spesso legati al gioco, al piacere, alla relazione sociale, pertanto è opportuno utilizzare metodologie che non trasgrediscano tali modelli.

Di seguito, riportiamo le tecniche di insegnamento specifiche e applicabili all’educazione ai media.

L’analisi del testo e del contenuto

Sono tecniche molto utili per l’insegnamento dei media, in quanto è essenziale avviare gli studenti alla conoscenza dei media tramite l’analisi sia testuale che di contenuto, per sviluppare la conoscenza della grammatica mediale.

L’analisi del contenuto implica l’analisi quantitativa di un numero ampio di materiali, utilizzando codici e categorie stabiliti; ad esempio misurando le proporzioni tra testo e immagini, o la quantità di spazio dedicata alla pubblicità nei giornali.

L’analisi del testo, invece, implica una maggiore profondità, concentrandosi sui dettagli del singolo testo per comprendere e giudicare.

Entrambe, per avere senso, devono essere applicate a testi reali in reali contesti.

Il Case study

E’ lo studio di un caso specifico, in cui gli studenti sono incoraggiati a condurre una ricerca approfondita su un argomento di loro scelta relativo ai media.

Si può chiedere ai ragazzi di studiare il lancio di un programma televisivo o di una rivista di giornale, o una campagna pubblicitaria, raccogliendo tutte le informazioni necessarie allo studio.

Questo approccio richiede che gli studenti sviluppino abilità come “ricercatori”, incentivando così il giudizio critico e la valutazione dell’affidabilità delle informazioni raccolte.

La simulazione

E’ una tecnica molto nota e molto utilizzata nell’insegnamento dei media, in cui la sfida e il gioco di ruolo agiscono sia sulla motivazione sia sulla conoscenza.

La simulazione è proprio una forma di gioco di ruolo, una simulazione, facendo assumere agli studenti il ruolo di produttori, in modo ovviamente immaginario.

Viene infatti presentata una serie di scelte da fare o di problemi da risolvere, incoraggiandoli a riflettere sulle conseguenze delle proprie azioni e decisioni, confrontandole anche con quelle degli altri gruppi all’interno della classe.

Tale tecnica consente un approccio attivo e accessibile, garantendo l’esperienza diretta e concreta e la partecipazione personale.

La produzione

E’ l’aspetto centrale e indispensabile della Media Education, in quanto comporta l’uso pratico, coinvolgente e diretto delle tecnologie.

Il lavoro pratico offre uno spazio in cui i ragazzi sono messi nelle condizioni di esplorare il proprio investimento emotivo nei media, e di rappresentare i propri interessi.

L’attività di produzione ha un forte valore educativo, garantendo una comprensione chiara e critica del linguaggio mediale, così come una sistematica riflessione e autovalutazione.

Consapevolezze ed interrogativi aperti

La vera educazione ai giorni nostri non può non comprendere la Media Education e, per tale motivo, dovrebbe essere inclusa nel programma scolastico.

Si è ormai diffusa la consapevolezza che il libro sia soltanto uno, e non più l’unico, mezzo di comunicazione disponibile per trarre le informazioni.

Questo perché i bambini trarranno sempre più informazioni e dati dalla televisione, dai giornali, dai film, dai computer e da altri mezzi tecnologici.

Un numero crescente di insegnanti sta già iniziando a riconoscere l’importanza di incoraggiare gli studenti allo studio dei mezzi di comunicazione, in modo che essi possano:

  • Analizzare la natura dei messaggi e delle informazioni che ricevono;
  • De costruire i messaggi mediali;
  • Selezionare e giudicare i messaggi.

Nonostante tale consapevolezza dell’importanza, se non della necessità, di promuovere la Media Education a scuola, essa risulta essere ancora relativamente sviluppata.

Negli insegnanti rimangono ancora degli interrogativi aperti e delle perplessità: come tutto questo possa essere realizzato; quali sono le risorse necessarie; a chi rivolgere questo lavoro; come ottenere il coinvolgimento dei genitori.

Tutto ciò è più che normale, la novità spaventa sempre, soprattutto se non si padroneggiano le tecniche e gli strumenti necessari; ecco perché si rende necessaria una continua formazione per gli insegnanti.

In questo senso noi possiamo aiutarvi: contattateci per avere maggiori informazioni su come educare i vostri studenti o i vostri figli all’educazione ai media.

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